Il 29% dei musicisti berlinesi ha cambiato o sta provando disperatamente a cambiare carriera

Coronavirus: ora è anche la musica a farne le spese. Molti i musicisti che si sono arresi

Le drammatiche conseguenze della pandemia si riversano ora anche sul mondo artistico musicale e a farne le spese sono proprio i moltissimi musicisti berlinesi rimasti senza impiego. È un sondaggio ad evidenziare quanto la pandemia stia gravando pesantemente sulla scena musicale. A causa della perdita di reddito, provocata dal Covid-19, sono quasi un terzo i musicisti freelance berlinesi che lottano per portare avanti la loro attività. Un terzo vi ha rinunciato, la metà ha urgente bisogno di sostegno. Secondo un report stilato dal Landesmusikrat, il Consiglio Statale della Musica di Berlino, il 29% degli artisti musicali non vede futuro per la propria carriera, sta pensando di guardare altrove o, addirittura, ha già accettato un altro lavoro. Solo un quinto di essi (22,1%) è ottimista e non necessita di alcun sussidio finanziario. Quasi la metà (46,6%), invece, necessita di aiuti economici e spera di poter riprendere in mano la propria carriera entro quest’anno. Secondo quanto riportato, sarebbero circa 485 circa i musicisti berlinesi ad aver partecipato al sondaggio del Consiglio Statale della Musica. Circa un terzo di essi (36,5%) viveva esclusivamente dell’attività artistica, i due terzi (63,5%) impartiva e, impartisce tuttora, lezioni di musica. Il 10% tra questi ultimi, infine, possiede un reddito aggiuntivo.

Molti astenuti e poche domande di sussidio

Pochi sono gli artisti che hanno presentato la domanda di sussidio, beneficiando, così, dei cosiddetti aiuti di novembre. La maggior parte di essi si è invece del tutto astenuta dal presentare domanda e, fra le tante motivazioni che si celano dietro tale scelta, le più frequenti sono: i regolamenti poco chiari (37,5% dei casi) o la paura di un eccessivo reddito aggiuntivo (27% dei casi sul totale). La stessa presidente Duenger-Loeper ha sottolineato la drammatica condizione in cui versano i musicisti freelance. “Un aiuto immediato, tutt’altro che burocratico, è ora più urgente che mai in questa fase critica della pandemia”, ha aggiunto la presidente.

L’importanza della musica

Gli artisti, raccontando del loro periodo di isolamento forzato, ricordano l’importanza del ruolo rivestito dalla musica in un momento critico e delicato come quello che stiamo vivendo. Molti gli artisti che, profondamente indignati, hanno esclamato: ” Quindi il Natale andrebbe festeggiato, mentre invece la musica deve tacere?”. “La violinista Liv Solveig Wagner sarebbe stata in tour a dicembre 2020 ma a causa della pandemia non è stato possibile”, riferisce Robert Klages, giornalista dello Spiegel. “Non ci è concesso scegliere poiché non c’è nessuna scelta”, ha affermato la Wagner nell’ambito del progetto “State of the Art”. Così come molti docenti di musica, anche la violinista Wagner sostiene l’importanza e la necessità di trarre il meglio da questa difficile situazione.

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