I 5 film horror e thriller tedeschi da vedere ad Halloween

Fantasmi, zombie, serial killer, streghe e altre creature mostruose da sempre sono i protagonisti del giorno più pauroso dell’anno. Di seguito le 5 pellicole horror e thriller tedesche da vedere il giorno di Halloween.

Da sempre celebrata in Nord America, Halloween, ormai, è una festa molto diffusa anche in Europa. La macabra ricorrenza di origine celtica è amata sia dai bambini – che possono raccogliere enormi quantità di dolci – sia dagli adulti che possono sbizzarrirsi a creare terrificanti travestimenti. Abbiamo fatto una lista di 5 film horror e thriller tedeschi che potete guardare ad Halloween per celebrare al meglio la notte più paurosa e truculenta dell’anno.

1) Nosferatu, il principe della notte (1979) di Werner Herzog con Klaus Kinsky, Isabella Adjani, Bruno Ganz

Nel 1979 Werner Herzog – tra i più importanti esponenti del nuovo cinema tedesco – decise di dirigere il remake del capolavoro vempiresco del cinema espressionista tedesco: Nosferatu diretto da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922. Una sfida rischiosissima che Herzog riesce comunque a vincere creando quello che il regista si era preposto fin dall’inizio delle riprese: formare un ‘ponte’ tra il cinema tedesco delle origini e quello contemporaneo. Rispetto a Murnau, Herzog segue molto di più la trama del romanzo da cui il film è tratto, ovvero Dracula di Bram Stoker, mantenendo i nomi originali dei personaggi ma apportando comunque alcune modifiche alla trama. Protagonista della pellicola è uno degli attori feticcio di Herzog – nonchè uno dei migliori interpreti del cinema tedesco – Klaus Kinski negli inquietanti panni del conte Dracula. Insieme a lui Isabelle Adjani interpreta Lucy Harker e Bruno Ganz Johnatan Harker. Ovviamente vi consigliamo di rivedere anche l’originale realizzato da Murnau.

2) Rammbock (2010) di Marvin Kren con Michael Fuith, Theo Trebs, Anka Graczyk

Michael, appena lasciatosi con la fidanzata Gabi, sta andando nell’appartamento della sua ex per riportarle le chiavi ma trova solo due idraulici. Di punto in bianco uno dei due si trasforma in uno zombi assetato di sangue che attacca i due uomini. Di lì a poco gran parte della popolazione di Berlino si trasforma in zombies, vittime di un non meglio identificato virus. Michael, insieme a uno sparuto gruppo di persone, esce per le strade di Berlino alla ricerca di Gabri, cercando di sopravvivere alle mostruose creature. Primo lungometraggio diretto dall’austriaco Kren che sceglie la classica struttura dello zombie-movie di romeriana memoria: gruppo di persone chiuse in un edificio, tentano di sopravvivere a un’orda di zombie. Uno schema usato e abusato nel corso degli anni da svariati registi (soprattutto statunitensi), ma a cui Hessler riesce a dare una spinta in più, creando un mix quasi perfetto tra horror-splatter, commedia e film romantico. Uno degli aspetti più interessanti è sicuramente l’ambientazione berlinese, con gli zombie che mettono a ferro e fuoco le tranquille vie di Prenzlauer Berg.

3) Possession (1981) di Andrzej Zulawsky con Sam Neill, Isabelle Adjani, Heinz Bennent

Zulawsky mette in scena la crisi matrimoniale tra Mark, agente segreto appena rientrato da una missione, e Anna. La coppia ha anche un figlio, Bob, e, durante il film, scopriamo un orribile segreto nascosto da Anna in un vecchio appartamento. Possession – co-produzione franco-tedesca – mischia mostri tentacolari di lovecraftiana memoria, döppelganger, un tocco della poetica di Cronenberg e allucinate atmosfere alla David Lynch. Quest’ultimo ha definito Possession come «la pellicola più completa degli ultimi trent’anni». Un film estremamente complicato e disturbante, fortemente allegorico, ma che possiede un grottesco fascino, la cui visione, sicuramente, non è adatta a tutti gli spettatori. Come, del resto, gran parte delle opere del cineasta polacco, famoso per spingere sull’acceleratore del disgusto, ma sempre con grande stile. Zulawsky esplora la crisi matrimoniale di una coppia berlinese, confezionando una pellicola che sembra la versione allucinata e lugubre del bergmaniano Scene da un matrimonio (1973). Possession è stato girato interamente a Berlino, soprattutto nel quartiere di Kreuzberg. La città assume un aspetto metafisico e tetro, il perfetto palcoscenico per le vicende da incubo narrate nel film. Da ricordare la straordinaria interpretazione di Isabelle Adjani che le valse il premio come Miglior Attrice al Festival del Cinema di Cannes nel 1981. L’italiano Carlo Rambaldi (il ‘papà’ di E.T.) realizzò il mostro ‘amante’ di Anna.

4) Blood Red Sky di Peter Thorwarth con Carl Anton Koch, Peri Baumeister, Dominic Purcell

Uscito direttamente su Netflix l’horror Blood Red Sky, in sole quattro settimane, è stato visto da oltre 50 milioni di spettatori, diventando la produzione tedesca realizzata dal colosso dello streaming di maggior successo di sempre. La pellicola racconta di una giovane madre, Nadja, che deve volare in America con il figlio Elias per curare una misteriosa patologia. A bordo del volo, però, salgono anche alcuni terroristi intenzionati a dirottare l’aereo. Si scoprirà ben presto che la malattia di cui è affetta Nadja è una patologia che la trasforma in un vampiro assetato di sangue. Potrebbe sembrare la trama di un filmaccio di serie b, invece Blood Red Sky riesce a modernizzare e ad attualizzare il classico personaggio del vampiro, unendo sapientemente elementi tipici dell’horror e dei film d’azione al dramma famigliare. Thorwarth riesce a confezionare un ottimo prodotto riuscendo a mantenere alta la tensione e a tenere incollato lo spettatore allo schermo sin dai primi minuti del film.

5) Il mostro di St. Pauli di Fatih Akin con Jonas Dassler, Margarete Tiesel, Adam Bousdoukos

Presentato alla Berlinale del 2019, l’ultima pellicola realizzata dal turco-tedesco Fatih Akin – regista de La sposa turca e Soul Kitchen – aveva sconvolto non poco il pubblico in sala tanto che alcuni spettatori avevano abbandonato la sala durante la proiezione. Ne Il mostro di St. Pauli Akin narra la raccapricciante storia vera di Fritz Honka, serial killer che tra il 1970 e il 1975 ad Amburgo uccise e smembrò quattro prostitute. Tutta la pellicola è attraversata da una violenza, verbale e fisica, che, a tratti, diventa insostenibile. Honka non si limita a uccidere e squartare le sue vittime, ma le umilia in modi che riescono difficili anche solo da concepire, torturandole, picchiandole e, addirittura, stuprandole con un cucchiaio di legno. Il killer è un emarginato, un alcolizzato dall’aspetto orribile e grottesco le cui vittime sono donne che vivono anch’esse sole ai margini della società. Da segnalare, invece, la prova d’attore del giovanissimo Jonas Dassler, classe 1996, che offre un’ interpretazione magistrale nei panni di Honka (per fare un debito confronto, andate a cercarvi una sua foto senza il trucco da Fritz Honka).

 

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Immagine di copertina: Nosferatu, il principe della notte (1979) di Werner Herzog – Screenshot da Youtube