Germania, al via le vaccinazioni anche nei centri di accoglienza per richiedenti asilo

I migranti che alloggiano nelle strutture di accoglienza sono considerati ad “alta priorità” nel piano vaccinale in Germania

L’Ufficio statale di Berlino per i rifugiati (LAF) spera di iniziare a vaccinare i residenti nei centri per richiedenti asilo contro il COVID-19 a partire da questo mese. “Le persone che vivono nei centri di accoglienza hanno ovviamente più contatti sociali di una persona che vive nel proprio appartamento”, ha dichiarato Jana Borkamp, presidente della LAF, all’agenzia di stampa tedesca epd.

I motivi per cui i richiedenti asilo sono una fascia ad alto rischio di infezione

In due terzi dei centri di accoglienza, i residenti condividono cucine e servizi igienici, ha spiegato Borkamp. “Anche se indossano una mascherina, hanno più contatti sociali e per questo motivo sono anche esposti a un maggiore rischio di infezione”, ha affermato la presidente della LAF. Ha aggiunto poi che è stata la mossa giusta includere coloro che vivono nei centri di accoglienza nella seconda fase delle vaccinazioni. “In realtà non si tratta solo di richiedenti asilo, ma anche di altri gruppi che vivono in comunità, come le persone con disabilità o i senzatetto“, ha proseguito. Secondo la LAF, dallo scoppio della pandemia, sono circa 1.300 le persone nei centri per richiedenti asilo risultate positive al COVID-19. Quattro residenti sono morti a causa del virus. Attualmente ci sono 18.500 richiedenti asilo che vivono nei circa 80 centri presenti a Berlino.

Reazione positiva alla campagna vaccinale in lingua straniera

L’Ufficio statale di Berlino per i rifugiati ha pubblicato video informativi sulla vaccinazione in 15 lingue. Secondo quanto riportato da Borkamp, a ricevere il maggior numero di visualizzazioni sono state le versioni in lingua somala, farsi, russa e araba. Sembrerebbe che anche diversi centri di accoglienza in Germania abbiano risposto positivamente all’iniziativa. In Baviera e in Assia c’è stato molto interesse per le versioni del video in lingue africane, ha detto Borkamp – “sembra che molte persone in questo gruppo di destinatari stiano cercando informazioni da una fonte ufficiale”.

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Foto di copertina: ©Pixabay – CC0

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