pexels-photo-1058068.jpeg, https://www.pexels.com/it-it/foto/la-fotografia-in-scala-di-grigi-dell-uomo-che-prega-sul-marciapiede-con-cibo-davanti-1058068/, Cc0, Sergio Omassi

Germania, 20enne senza tetto partorisce un bambino e torna subito a vivere sulla strada

Missione di soccorso a Norimberga: ventenne partorisce bimbo a -15 °C

È una vicenda toccante quella di Anna, appena ventenne che appena due giorni dopo aver dato alla luce il suo bambino all’aperto a -15 °C, è tornata a vivere in strada. Il parto dovrebbe essere avvenuto intorno alle 5 del mattino di venerdì 12 febbraio sulla griglia di ventilazione di una stazione della metro, stando a quanto riferito dalla polizia federale. Quando le autorità sono giunte sul posto il parto era già avvenuto. La donna ha cercato di proteggere se stessa ed il suo bambino dal freddo gelido con un sacco a pelo. L’ambulanza, giunta poco dopo, ha trasportato madre e figlio in ospedale. Oggi la ragazza è tornata a vivere in strada insieme al suo ragazzo (31), presunto padre del bambino. “Sì, sono io che ho avuto il bambino. Volevo davvero uscire dall’ospedale e lasciare il bimbo in clinica”, avrebbe riferito la donna. Il bimbo è ora affidato alle cure dell’ufficio per il benessere dei giovani di Norimberga.

Parto in strada, un’eccezione assoluta

“Il fatto che una donna partorisca per strada è un’eccezione assoluta”, ha affermato Frank Schmidt (57), vicedirettore dell’ufficio per il benessere dei giovani di Norimberga. “Normalmente riusciamo ad evitarlo portando le donne in anticipo in strutture che possano prendersi cura di loro”, ha aggiunto Schmidt. Affinchè Anna possa crescere suo figlio è necessario che lasci la strada e cambi vita.

Complessi residenziali e rifugi speciali per le mamme senzatetto

“Ci sono varie opzioni per le donne senzatetto con bambini. Ad esempio gruppi residenziali e rifugi appositamente attrezzati. Per noi la massima priorità è sempre quella di consentire a madre e figlio di vivere insieme, fornendo loro assistenza”, ha concluso il vicedirettore Schmidt. Solo quando è completamente esclusa l’ipotesi che la madre possa o voglia assumersi la responsabilità del figlio, viene interpellato il tribunale. In quel caso lì, sarà un parente o una famiglia affidataria ad assumersi la tutela del bambino.

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Immagine di copertina: da Pexels – copyright – Cc0

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