Futura, come il Muro di Berlino nel 1979 ispirò la canzone di Lucio Dalla

Un inno di speranza senza tempo nato di fronte al muro più celebre d’Europa

Era il 1979, dieci anni prima la caduta del Muro, Lucio Dalla si trovava in Germania Est. Proprio come i cittadini di Berlino, e della Germania tutta, di fronte alla testimonianza di un mondo diviso in due, Dalla si interrogò sulle più spontanee questioni che un uomo confinato al di là di un muro potrebbe porsi. “Chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani” inizia così Futura, canzone divenuta simbolo di speranza, amore oltre ogni cosa, di unione. Futura racconta l’amore di due amanti costretti a separarsi, si interroga su cosa accadrebbe a seguito della caduta di un muro che ha radicalmente cambiato e forzatamente diviso, almeno momentaneamente, le loro vite. Sognano di avere un figlio: “E se è una femmina si chiamerà Futura”, nome emblema di buon auspicio e fiducia in quello che verrà, Futura vuole lasciarsi alle spalle un passato oscuro in favore di un avvenire radioso.

Futura: amore, speranza, ignoto

Il testo della canzone lascia trapelare la speranza di due innamorati di ricongiungersi in un futuro che sognano essere prossimo. Inizialmente ideato come sceneggiatura per un film, il testo è poi divenuto un celeberrimo brano musicale. In un tempo per noi ormai distante, ma non dimenticato, i tedeschi sognavano la rivoluzione che, in quel caso, voleva anche dire unificazione. L’abitudine a vivere confinati porta, paradossalmente, ad interrogarsi su come sarebbe tornare alla vita libera. Desiderio, paura, speranza, timore, sentimenti diversi, contrastanti, ma probabilmente esperiti da ogni tedesco che ha vissuto il Muro sognando un ritorno alla libertà. Sono proprio questi i valori, le emozioni, i pensieri che Futura racconta: la volontà di riabbracciarsi di due giovani innamorati incarna il sogno di tutta una popolazione di abbattere, fisicamente e ideologicamente, un muro divisorio.

Il testo scritto in mezz’ora con Phil Collins di fianco

Lucio Dalla, profondamente deciso a vedere il Muro, ci si precipitò subito dopo il concerto tenuto dai Genesis quel giorno. Come riportato da velvetmag, Dalla raccontò a riguardo: «Finisco il concerto, prendo un taxi, di quelli gialli tedeschi, e vado a Checkpoint Charlie. Che era il passaggio dove i fortunati potevano passare da una parte all’altra». Incredibilmente il caso volle che, successivamente al suo, un altro taxi accompagnò un artista nello stesso punto: era Phil Collins. Dalla, in quanto grande estimatore dei Genesis, fu subito tentato di avvicinarlo per complimentarsi e dirgli che anche lui era un artista. Tuttavia, preferì non farlo per non spezzare la magia di quel momento; seduti in panchine diverse ma tra loro affiancate, entrambi fumarono un sigaro fissando il Muro. Fu in quel momento che Dalla scrisse, in circa mezz’ora, il testo di Futura. L’anno successivo, nel 1980, uscì Futura: straordinaria opera musicale, simbolo senza tempo di speranza, inno all’amore.

Berlino e la musica: non solo Dalla ne trasse ispirazione

Il clima di Berlino, città caratterizzata da contraddizioni, da una storia travagliata quanto segnante, ha da sempre ospitato ed ispirato artisti internazionali. Nella storia di una città che ha vissuto una profonda scissione, molti cantanti hanno lì realizzato alcune delle loro opere, in questo articolo vi raccontiamo 8 canzoni dedicate al Muro di Berlino. La città è, inoltre, citata in un altro famosissimo brano del nostro Lucio Dalla: in Disperato erotico stomp ci racconta di un uomo di Berlino che si è perso a Bologna e sulla Capitale tedesca dice “Berlino, ci son stato con Bonetti Era un po’ triste e molto grande”.

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Immagine di copertina: Lucio Dalla 03.jpg / ©Gorup de Besanez / CC 4.0 International

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