Julius Fromm, l’uomo che inventò il preservativo in lattice nel 1916 a Berlino e scappò dai nazisti

La storia dell’ebreo polacco che, giunto nella capitale tedesca con poche risorse, inventò il profilattico moderno e diventò ricchissimo, ma fu costretto a  cedere il suo impero agli amici di Hitler per pochi marchi

Se Julius Fromm avesse preso sul serio la sua fede, probabilmente non sarebbe mai diventato un imprenditore di successo. La contraccezione era infatti considerata un peccato grave tra gli ebrei di Konin, la città polacca dove l’imprenditore ebreo nacque nel 1883. Ma Fromm, che era emigrato a Berlino con la sua famiglia, non se ne curò. Il giovane imprenditore intuì infatti che il mercato dei contraccettivi sarebbe esploso negli anni a venire e lanciò quello che dal 1916 in poi sarebbe stato venduto con il marchio Fromms Act: un condom in lattice, molto simile a quelli che si trovano sul mercato al giorno d’oggi, estremamente sottile e senza cuciture. Il nuovo articolo ebbe un successo immediato e la linea divenne talmente popolare durante gli anni della Repubblica di Weimar, che in Germania il marchio Fromm rimase sinonimo del termine preservativo almeno fino alla fine degli anni ’70. Il successo di Fromm, divenuto milionario, fu tuttavia annientato dal nazismo, che lo costrinse a  svendere l’impresa e a lasciare il Paese. Emigrato a Londra con la famiglia, l’imprenditore ebreo morì 4 giorni dopo la fine della guerra. Secondo i suoi parenti,  era così contento della caduta di Hitler che il suo cuore cedette. Fino alle sue ultime ore, si dice che abbia sognato di tornare in Germania per continuare il lavoro che i nazisti gli avevano strappato.

 

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L’uomo che costruì un impero partendo da zero

Dietro il nome Julius Fromm c’è una carriera straordinaria, emblematica della determinazione degli immigrati ebrei nel primo dopo guerra e del modo in cui la Germania ne trasse beneficio. Nato da una famiglia povera originaria di Konin, una piccola città nell’impero russo che ora fa parte della Polonia, come molti immigrati dell’Est, Fromm all’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia a Berlino, alla ricerca di una vita più sicura e di migliori opportunità. Qui si stabilisce nello Scheunenviertel, guadagnandosi da vivere arrotolando e vendendo sigarette. Dopo la morte di entrambi i genitori, a soli quindici anni, il giovane Julius si ritrova costretto a prendersi cura della famiglia. Rollare sigarette non basta più, e così Fromm decide di iscriversi ad un corso serale di chimica, acquisendo le basi della lavorazione della gomma. Da qui l’idea di fondare, nel 1914, una “società di fabbricazione e commercio di merci di gomma”. Il giovane amava sperimentare e ben presto arrivò all’idea che avrebbe rivoluzionato il sesso: il profilattico in lattice. Nel 1916, fonda quindi il Fromms Act Gummiwerke, da cui la marca dei condom “Fromms Act”. A soli tre anni dalla fondazione, l’azienda produce circa 150mila Frommse al giorno. I nuovi contraccettivi sono venduti nel celebre pacchetto a righe gialle e rosse, al costo di 72 pfennig, e si rivelano subito un successo, rendendo l’imprenditore ebreo milionario.

I preservativi più vecchi avevano cuciture graffianti e spesso si strappavano

Quelli di Fromm non furono in realtà i primi contraccettivi ad essere utilizzati.  Durante e subito dopo la Prima Guerra Mondiale, in Germania, i rapporti sessuali non protetti erano vietati nei bordelli, a causa delle malattie veneree e del conseguente rischio di indebolimento dei militari. Così, per proteggersi dalla sifilide, gli uomini utilizzavano ancora preservativi composti da intestini di pecora, vesciche di pesce e tubi di gomma con cuciture graffianti, che non solo erano difficili da procurare, ma avevano anche il difetto di rompersi facilmente. Tra i soldati si sparse rapidamente la voce che i nuovi tipi di misure preventive non solo proteggevano dalle malattie, ma anche dalle gravidanze indesiderate. Per tale motivo, molti rimpatriati di guerra, entrati in contatto con i preservativi per la prima volta al fronte, cominciarono ad usarli anche in camera da letto.

Nonostante i tabù, l’azienda di Fromm va a gonfie vele

Nella Germania del dopoguerra, tuttavia, ci fu un acceso dibattito relativo alla campagna promozionale dei contraccettivi. Numerosi funzionari dell’apparato amministrativo della Repubblica di Weimar temevano infatti che l’ascesa di questi nuovi prodotti avrebbe portato a una diminuzione dei tassi di natalità tedeschi. Per tale ragione, a Fromm fu consentito promuovere solo i benefici relativi alla protezione dalla malattie veneree offerti dai suoi preservativi e non il loro effetto contraccettivo. L’imprenditore riuscì, del resto, ad aggirare il tabù  con alcuni accorgimenti. Numerosi  negozi che vendano il nuovo prodotto, infatti, appendevano sulle vetrine insegne che recitavano “qui puoi trovare le famose spugne di gomma Fromm”. Gran parte della popolazione, ovviamente, era ben consapevole che tali botteghe non vendevano solo spugne. Nonostante i limiti, gli affari di Fromm andavano a gonfie vele. Nel 1919 l’imprenditore riesce ad acquistare una villa a Schlachtensee, dove si trasferisce con la moglie e tre figli. La sua azienda, intanto, continua ad espandersi, al punto che nel 1926 può contare numerose filiali estere e una distribuzione di circa 24 milioni di condom all’anno. Lo stesso marchio “Fromms Act”, intanto, era diventato così popolare da apparire anche nelle canzoni di cabaret degli anni ’20.

I nazisti si sono arricchiti di circa  tre milioni di Reichsmark grazie a  Fromm

É solo nel 1936, quando appare sul quotidiano antisemita “Der Stürmer” un articolo diffamatorio contro “la compagnia ebraica Fromms Gummiwaren”, che Fromm si rende conto che il vento sta cambiando. Decide così di contattare la sua banca per preparare la vendita della sua azienda ed emigrare in Inghilterra con la sua famiglia. Subito dopo aver trovato un potenziale compratore, interviene però il Ministero dell’Economia del Reich, che costringe l’imprenditore ebreo a vendere la  Fromms Act ad un valore ben al di sotto del suo reale prezzo di mercato. L’acquirente è una certa Elisabeth Edle von Epenstein-Mauternburg, una donna molto vicina al leader del partito nazista, Hermann Goering. Sarà proprio quest’ultimo a scambiare con la giovane donna un castello in Austria in cambio dell’azienda di Fromm. Dopo che Fromm e la sua famiglia partirono per Londra, la leadership tedesca si impossessò anche del resto delle sue proprietà. La villa sullo Schlachtensee fu espropriata, i suoi mobili furono venduti all’asta e i debiti in sospeso con la società di Fromm furono nazionalizzati. Secondo gli storici Aly e Sontheimer, autori del libro Fromms: How Julius Fromm’s Condom Empire Fell to the Nazis, lo stato tedesco si è arricchito di  tre milioni di Reichsmark grazie ai proventi di Julius Fromm, che corrispondono a circa 30 milioni di euro odierni.

 

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In copertina: Foto di Bruno /Germany da Pixabay, CC0.

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