Due ebree compagne di scuola nel ’39 in Germania si ritrovano su Zoom. “Pensavo fossi morta”

Dopo più di 80 anni due ebree di Berlino si sono finalmente riviste, anche se attraverso uno schermo. Il merito è di Ita Gordon, ricercatrice della USC Shoah Foundation

Correva l’anno 1939 quando Ana María Wahrenberg e Betty Grebenschikoff si salutarono nel cortile della loro scuola di Berlino. Come racconta The Times of Israel, le bambine ebree di nove anni erano migliori amiche, ma le sempre più violente persecuzioni antisemite costrinsero le loro famiglie ad abbandonare la Germania. Era infatti già trascorsa la cosiddetta Notte dei Cristalli (la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938), nel corso della quale il padre di Ana María era stato arrestato, per essere poi internato nel campo di concentramento di Sachsenhausen. La famiglia della Wahrenberg si trasferì in Cile, mentre quella della Grebenschikoff scappò alla volta di Shangai, così da raggiungere poi gli Stati Uniti. Al momento della separazione, le due si erano ripromesse di tenersi in contatto, senza sapere che non si sarebbero riviste per più di 80 anni.

Il lavoro di ricerca della USC Shoah Foundation

La USC Shoah Foundation è stata fondata nel 1994 dal regista Steven Spielberg con lo scopo di raccogliere le storie di coloro che hanno vissuto l’Olocausto. Il loro archivio comprende più di 55.000 video testimonianze, condotte in ben 65 paesi. Tra queste si trova anche quella di Betty Grebenschikoff, risalente a 24 anni fa. Nel video la donna ricorda la sua infanzia e fa il nome di Ana María Wahrenberg, nella speranza di poter ricevere sue notizie. Tuttavia, Betty suppone che la sua amica non sia sopravvissuta. Facciamo ora un salto avanti. Nel 2020 Ita Gordon, ricercatrice presso la USC Shoah Foundation, ha l’occasione di ascoltare una testimonianza della Wahrenberg ad un evento dedicato alla Notte dei Cristalli. Ed è proprio in quel momento, sentendo la sua storia, che nella mente della Gordon scatta la connessione con il video della Grebenschikoff. Così, dopo una serie di ricerche e di telefonate, la fondazione riesce a mettere in contatto le due ex compagne di scuola.

L’incontro zu Zoom

A Novembre del 2020 Ana María e Betty riescono ad organizzare una videochiamata su Zoom. L’emozione è forte, ma gli argomenti di cui parlare non mancano. Nell’intervista rilasciata a The Times of Israel, la Wahrenberg racconta dei suoi regolari incontri con l’amica su Whatsapp e su Zoom. Ogni domenica passano almeno un’ora ad aggiornarsi sulla propria vita e a confrontarsi sui loro sforzi per preservare la memoria dell’Olocausto. Entrambe infatti sono molto coinvolte in questo genere di attività, Ana María per il Museo Interactivo Judio de Chile e Betty per il Florida Holocaust Museum. La Grebenschikoff, che per tutti questi anni non ha mai smesso di cercare la sua amica, ritiene la loro riunione un vero e proprio miracolo. Entrambe devono molto alla USC Shoah Foundation e sperano, una volta passata la pandemia, di potersi finalmente incontrare di persona.

 

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Immagine di copertina: Courtesy of USC Shoah Foundation.

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