Dieci luoghi incredibili di Berlino che ora non esistono più

Una lista di 10 luoghi di Berlino che hanno caratterizzato la città ma che oggi non esistono più

Berlino è sempre stata una città alla ricerca del divertimento e di edifici monumentali. Ma le guerre e la divisione della città hanno cancellato per sempre dei luoghi che sono stati simbolo della capitale tedesca.
Qui di seguito l’elenco di dieci luoghi che hanno caratterizzato il XX secolo berlinese e ora non esistono più.

1) Luna-Park Halensee

Berlin-Halensee, Lunapark © da Wikimedia CC 3.0

A inizio ‘900 Berlino ospitava il parco divertimenti più grande e famoso d’Europa, lo straordinario Luna-Park Halensee. Erano presenti attrazioni di ogni tipo: dai concerti alle gare di ballo, passando per i concorsi di bellezza e gli incontri di boxe. C’erano poi grandi installazioni come una ferrovia di montagna, un ippodromo e una piscina.
Il parco venne chiuso per la prima volta dal 1914 al 1920 a causa della Prima Guerra Mondiale. Successivamente subì la crisi economica degli anni ’20 e chiuse per sempre nell’ottobre 1933. Il parco venne demolito definitivamente nell’aprile del 1935 e venne costruita una strada per i Giochi Olimpici del 1936, che oggi è diventata l’autostrada A100.

2) Kroll Opera

Reichstag, Eröffnungssitzung © Bundesarkiv da Wikimedia CC 3.0 

A pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, si ergeva la Kroll Opera, costruita nel 1844, un’incredibile edificio con splendide stanze decorate con fiori. Nel susseguirsi della sua storia l’edificio ha avuto diversi proprietari e da luogo di intrattenimento è diventato teatro di Opera e, per un periodo, anche sede del Reichstag, dopo l’incendio di quest’ultimo nel 1933.

3) Weiße Maus

Anita Berber Screenshot da YouTube

Friedrichstrasse, nel quartiere berlinese di Mitte, negli edonisti anni d’oro della Repubblica di Weimar pullulava di club e teatri di cabaret. Fra questi c’era anche il Weiße Maus, famoso perché qui si poteva nascondere la propria identità, ma soprattutto perché a mezzanotte le ballerine si spogliavano e si esibivano nude.

4) Palast der Republik

Istvan CC 3.0

Palast der Republik © Istvan – Wikimedia CC 3.0

La sua costruzione fu approvata nel 1973 da Erich Honecker, e l’edificio aprì al pubblico nel 1976. Con la sua facciata di 180 metri, le sue vetrate color bronzo e i suoi muri bianchissimi, fu il palazzo più popolare dell’intera DDR. Nel 1989, con la caduta del Muro, l’edificio che era stato il centro della vita culturale di Berlino est, fu chiuso e abbandonato. Il futuro della struttura venne a lungo dibattuto, e, tra il 2006 e il 2008, il parlamento tedesco decise di smantellarlo, adducendo come scusa un risanamento troppo dispendioso, considerati gli elevatissimi quantitativi di amianto utilizzati per la sua costruzione. Da allora, ci sono voluti quasi dodici anni per decidere la sorte dell’immensa area risultata dalla demolizione dell’edificio.

5) Friedrichstraßenpassage

All’inizio del secolo scorso, l’imprenditore tedesco Otto Markiewicz volle realizzare una galleria commerciale simile a quelle delle altre grandi città europee.
Fu così che in soli 15 mesi venne costruito il centro commerciale Friedrichstraßenpassage, inaugurato nel 1909 e destinato a cambiare aspetto e finalità d’uso fino ai giorni nostri. Nonostante oggi si presenti grigio e poco appariscente, una volta era uno splendido edificio dell’era Guglielmina.

6) Versöhnungskirche

Versöhnungskirche Bernauer Straße © Olga Bandelowa per Wikimedia CC 2.0

La Versöhnungskirche, Chiesa della Riconciliazione, simboleggia come quasi nessun altro edificio la divisione della città di Berlino durante la Guerra Fredda.
Costruita nel 1892 a Bernauer Strasse, dopo la realizzazione del muro nel 1961 si ritrovò nel settore sovietico orientale benché la maggior parte della sua congregazione fosse di Wedding, nel settore francese occidentale. Dall’ottobre dello stesso anno nemmeno i fedeli di Berlino Est potevano frequentare la chiesa. Era stato costruito un altro muro che la collocava nella striscia della morte.

7) Haus Vaterland

Haus Vaterland © Bundesarchiv, Wikimedia CC 3.0 

Dagli inizi del ‘900 Potsdamer Platz ospitava un imponente edificio, l’Haus Vaterland. La società Kampinksi gestiva il locale dove vi erano presenti ristoranti, un caffè e un cinema, distribuiti su sei piani.
Il concetto sviluppatosi era molto all’avanguardia per l’epoca, i ristoranti a tema e il bar noto come il più grande del mondo, richiamavano un milione di visitatori annuali.

8) Sportpalast

Sportpalast © Harald-Reportagen – Wikimedia CC 3.0

Quando lo Sportpalast aprì nel 1910 non incontrò l’apprezzamento da parte della stampa berlinese. Come la stampa, anche la gestione dell’arena fu pessima. Solo dagli inizi degli anni Venti lo Sportpalast si fece un nome e divenne il popolare luogo di intrattenimento per gli abitanti della città, e non solo.

9) Vox-Haus

L’era della radio tedesca inizia con Walter Krutscke che, dalla mansarda di Vox-Haus, annuncia “Attenzione! Attenzione! Qui è Berlino alla lunghezza d’onda di 400m!”. Erano le ore 20.00 del 29 ottobre 1923.
Il programma nominato Funkstunde, l’Ora della radio, era ambizioso. Oltre ai brani suonati dal grammofono, trasmetteva anche composizioni eseguite dal vivo sul posto. La trasmissione è stata trasmessa regolarmente dalla mansarda della Vox-Haus dall’ottobre del 1923 fino alla seconda guerra mondiale. L’edificio è stato danneggiato durante la guerra, è stato poi riparato e dato in affitto. Ma il 22 marzo 1971 è stato demolito e la proprietà sgomberata a causa della sua posizione lungo il Muro di Berlino. Ora nel luogo sorge un’ala della Kollhoff-Tower.

10) Sinagoga di Fasanenstraße

Sinagoga di Fasanenstrasse - Pubblico Dominio

Sinagoga di Fasanenstrasse – Pubblico Dominio

La maestosa sinagoga di Fasenenstraße fu costruita affinché fosse visibile nel paesaggio urbano. Non era nascosta nei cortili come le altre sinagoghe, e la comunità ebraica ne fu lieta, si sentì finalmente libera di poter professare la propria fede alla luce del giorno. Ma fu solo un momento di speranza, poiché, due decadi dopo, prese piede il nazionalsocialismo.

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Immagine copertina: Palast der Republik © Junge, Peter Heinz – Wikimedia CC 3.0

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