Concentramento, sterminio, transito, di lavori forzati: tutti i campi con cui i nazisti terrorizzarono il mondo

Campi diversi per scopi diversi: classificazione dei luoghi simbolo del macabro totalitarismo tedesco

I nazisti, oltre ai più noti campi di concentramento, utilizzarono un’ampia varietà di luoghi di detenzione per esercitare il proprio potere. Ognuno di questi perseguiva diversamente il fine di controllare, ed eventualmente uccidere, i propri opponenti. Ad esempio, quello di Auschwitz-Birkenau era un vero e proprio complesso formato da più campi: di concentramento, di sterminio, e di lavoro forzato. Di seguito vi proponiamo, anche grazie alla catalogazione proposta da theholocaustexplained.org, una classificazione dei differenti tipi di campo utilizzati dai nazisti.

Campi di sterminio

I campi di sterminio, adoperati tra il 1941 ed il 1945, erano stati ideati per uccidere ebrei e rom. Allo scopo di attuare la “Soluzione Finale” (sterminio degli ebrei), i nazisti eressero sei campi di sterminio sul suolo polacco: Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka, Majdanek, Auschwtiz-Birkenau. Nel primo campo di sterminio, a Chełmno, erano utilizzati tre furgoni a gas dove le vittime morivano per avvelenamento tramite monossido di carbonio. I cadaveri venivano sepolti nelle fosse comuni in una foresta vicina. Successivamente, iniziarono ad erigere i campi nei pressi di stazioni ferroviarie per facilitare gli spostamenti. Al posto di furgoni, impiegarono camere a gas fisse, comunemente note come docce, in cui motori diesel rilasciavano monossido di carbonio. Il campo di Majdanek, trasformato da luogo di concentramento a campo di sterminio con la costruzione di camere a gas e crematori, tra il 1941 ed il 1945 uccise oltre 78.000 persone. Nei campi di sterminio era inoltre pratica diffusa impiegare i detenuti per i lavori di implemento ed ampliamento prima di ucciderli. Con L’Olocausto, più di 3 milioni di persone morirono uccise nei campi di sterminio, circa 1.1 milione nelle sole camere a gas di Auschwitz.

Campi di concentramento

I campi di concentramento furono luoghi di detenzione senza processo. Generalmente, i detenuti erano soggetti a condizioni degradanti e sfruttati per lavori forzati. Dachau, creato nel 1933, fu uno dei primi campi di concentramento. Dal 1933 al 1945 questi rappresentarono il principale modo di esercitare il controllo del regime nazista. Seppur questi luoghi non fossero ideati per uccidere, molti detenuti morirono a causa delle condizioni di vita disumane. Inizialmente, i campi di concentramento erano dichiarati luoghi per la detenzione dei “nemici dello Stato” (principalmente comunisti), tuttavia non ci volle molto affinché inglobassero anche Testimoni di Geova, omosessuali, gruppi rom, ebrei. Si stima che, solo nei campi di concentramento, morì circa un milione di persone.

Campi di transito

I campi di transito erano luoghi dove i prigionieri venivano trattenuti prima di essere deportati. Dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, i nazisti occuparono molti Paesi. I campi di transito servivano proprio a far “transitare” i prigionieri lungo i territori occupati. Le strutture erano scomode ed il sovraffollamento comune. Tuttavia, a differenza della maggior parte dei campi di concentramento, non tutti i campi di transito erano gestiti dalle SS ma da collaboratori locali.

Campi di lavoro forzato

I campi di lavoro forzato vennero impiegati ben presto dal regime nazista. Questi differivano dai campi di concentramento poiché lì i prigionieri erano anche operai. I campi di lavoro forzato tornarono particolarmente utili alla causa nazista quando il riarmamento e la Seconda Guerra Mondiale causarono carenza di mano d’opera. Con l’invasione dell’Unione Sovietica nel giugno del 1941, il regime aumentò notevolmente il numero di nuovi lavoratori forzati. I prigionieri-lavoratori erano chiamati “Ostarbeiter” (lavoratori orientali) o “Fremdarbeiter” (lavoratori stranieri). Le condizioni di lavoro erano disumane, non c’erano momenti di pausa né adeguate risorse. Il tasso di mortalità sul posto di lavoro era estremamente alto, tanto che oltre 14 milioni di persone conobbero questo tipo di sfruttamento.

Campi per prigionieri di guerra

Esistevano anche degli appositi campi per recludere i prigionieri di guerra. Oltre mille furono i militari Alleati ad essere catturati durante la Seconda Guerra Mondiale. I campi erano differenziati per tipo: alcuni per il personale navale, altri solo ufficiali, altri ancora varietà più generali di prigionieri. Nonostante gli accordi firmati nelle Convenzioni di Ginevra del 1929, che stabilivano gli standard minimi per i prigionieri di guerra, la Germania raramente li rispettò. In particolare, i prigionieri sovietici erano trattati male a causa del loro orientamento politico. Dei circa 5.7 milioni di militari sovietici catturati, oltre 3.3 morirono per mano dei nazisti.

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Immagine di copertina: auschwitz-3485116_960_720 / ©Pixabay / CC0

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