Berlino, poliziotti fanno piegamenti (con video) sul Memoriale delle vittime dell’Olocausto di Berlino

Due agenti di polizia berlinesi ripresi mentre effettuavano degli esercizi fisici sul Memoriale degli ebrei assassinati durante la Seconda guerra mondiale. Il video ha suscitato sgomento e disgusto

Due poliziotti, in divisa, si sono filmati mentre erano intenti nello svolgere dei piegamenti sulle braccia sul Memoriale dell’Olocausto di Berlino. Questo accaduto ha suscitato sgomento nell’opinione pubblica per due ovvie ragioni: la prima perché il memoriale è un luogo che raffigura la perdita di milioni di persone, motivo per cui dovrebbe essere rispettato come luogo di raccoglimento e riflessione. Secondo, perché l’atto è stato compiuto da due uomini che, con la loro uniforme, rappresentano ufficialmente lo Stato tedesco.

Lea Rosh, presidente del gruppo di sponsorizzazione del monumento, ha definito inaccettabile quanto successo. “L’Olocausto e i crimini del nazionalsocialismo devono essere al centro della formazione dei potenziali dipendenti pubblici”, ha dichiarato Uwe Neumärker, direttore della Fondazione Memorial per gli ebrei assassinati della Germania. Barbara Slowik, a capo delle forze dell’ordine di Berlino, si è scusata a nome di tutti i membri con la comunità ebraica per la cattiva condotta degli agenti.

I commenti di alcune autorità sulla vicenda

L’incidente ancora non è stato affrontato dalle autorità. Il capo della polizia di Berlino, Barbara Slowik, ha dichiarato che il comportamento dei suoi colleghi è assolutamente inappropriato ed irrispettoso. Tale gesto ha violato la memoria di coloro che sono stati assassinati. Il sindacato di polizia ha ribadito come il Memoriale dell’Olocausto non sia un parco giochi d’avventura e dunque è premura di tutti non fare un uso inadeguato di questo luogo. Ha concluso “questa azione inspiegabile sbeffeggia il genocidio di milioni di persone e calpesta i valori per i quali si batte la polizia di Berlino”.

La storia del Memoriale di Berlino

Tra il 1988 e il 1989 nacque l’idea di costruire questo monumento. Il progetto fu ideato da Lea Rosh, Willy Brandt (ex cancelliere della Repubblica federale tedesca), Günter Grass (premio Nobel per la letteratura del 1999) e Christa Wolf (scrittrice tedesca), che sottoscrissero un appello per realizzare un monumento, nel cuore di Berlino, in memoria dello sterminio degli ebrei in Europa.

Un primo concorso fu indetto nel 1994, ma terminò senza una definitiva assegnazione. Un secondo tentativo fu fatto nel 1997, invitando a partecipare numerosi artisti e architetti di fama mondiale. Il progetto fu approvato definitivamente nel 1999. Il 1º aprile 2003 cominciarono i lavori, che si conclusero il 15 dicembre 2004 con la posa dell’ultima stele. L’inaugurazione del monumento si tenne il 10 maggio 2005.

Le 2711 stele furono realizzate in calcestruzzo e colorate di grigio scuro. La loro disposizione crea una sorta di labirinto, totalmente percorribile. L’idea alla base di questa struttura è quella di generare disorientamento. Anche se il monumento appare ordinato esternamente, percorrerlo al suo interno dà una sensazione angosciante e di solitudine. Nato come luogo di riposo e devozione, al suo interno è vietato saltare e camminare sui blocchi, correre in giro, fumare o consumare alcolici.

Per un altro articolo sul Memoriale dell’Olocausto di Berlino leggi qui.

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Immagine di copertina: foto di ©Alejandra Garcia, da Unsplash

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