Berlino, migliaia di infermieri in sciopero a tempo indeterminato

Più di 2.000 tra infermieri e dipendenti di Charitè e Vivantes sono entrati nuovamente in sciopero nel giro di pochi giorni. Questa volta la protesta sarà ‘a tempo indeterminato’

Dopo lo sciopero durato da lunedì 23 a mercoledì 25 agosto, giovedì 9 settembre più di 2.000 dipendenti dei tre campus Charitè e degli otto ospedali Vivantes di Berlino hanno di nuovo incrociato le braccia. Questa volta, però, è stato annunciato che lo sciopero durerà “a tempo indeterminato”. La protesta è stata indetta dal sindacato ver.di il cui segretario, Ivo Garbe, ha dichiarato che già da giovedì mattina hanno aderito allo sciopero tra i 1.000 e i 2.000 dipendenti. Prima di dichiarare lo sciopero il sindacato aveva indetto delle votazioni: il 98% dei dipendenti si era dichiarato favorevole alla protesta. Oltre agli infermieri, negli ospedali Vivantes, sciopereranno anche gli addetti alle pulizie e al servizio mensa almeno fino a sabato mattina.

I disagi che porterà lo sciopero degli infermieri

Secondo quanto riportato da Tagesspiegel solo nella giornata di giovedì 9 settembre sono stati cancellati circa 900 appuntamenti non urgenti. Si stima, inoltre, che dei 9.000 letti disponibili in totale nelle strutture ospedaliere solo 1.500 saranno disponibili, proprio per la mancanza di infermieri e personale. Il sindacato ha comunque affermato che, nonostante lo sciopero, verranno comunque assicurati i servizi di emergenza. Secondo primi calcoli, se venissero cancellati in media 1.000 appuntamenti giornalieri, questo si tradurrebbe in centinaia di migliaia di euro in meno di guadagno per Vivantes e Charitè.

Le richieste non accolte che hanno portato allo sciopero degli infermieri

Il precedente sciopero di tre giorni era stata una protesta ‘di avvertimento’. Gli infermieri di Vivantes e Charitè avevano chiesto salari più alti e un aumento del numero di infermieri nei vari reparti. Questo per evitare che gli attuali dipendenti dovessero continuare a effettuare turni massacranti, soprattutto a causa della pandemia. Il secondo tavolo di trattative si era svolto venerdì 27 agosto ma, anche quella volta, non era stato raggiunto un accordo soddisfacente tra le parti e questo ha portato al nuovo sciopero degli infermieri.

Lo sciopero degli infermieri di poche settimane fa era stato appoggiato dall’opinione pubblica

Nonostante i disagi arrecati ai pazienti, la popolazione aveva appoggiato lo sciopero degli infermieri di agosto. Come riportato da Rbb24 erano stati centinaia i messaggi in supporto ai dipendenti di Charitè e Vivantes. Molti commentatori avevano ringraziato gli infermieri per l’impegno con cui avevano affrontato i turni di lavoro per far fronte all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia, definendoli eroi. “È così che trattiamo i nostri eroi? Non riesco a credere che vengano pagati così poco. Piena solidarietà alle loro proteste” aveva commentato uno dei lettori. Anche per lo sciopero iniziato giovedì 9 settembre Tagesspiegel ha dichiarato che gli infermieri hanno incassato la solidarietà dell’opinione pubblica.

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 Immagine di copertina: Sciopero infermieri Charitè – Vivantes Screenshot da YouTube

 

1 commento
  1. Giulia Zeni
    Giulia Zeni dice:

    Molto grave in questo articolo la mancata menzione che scioperano anche le ostetriche. Il loro lavoro nelle sale parto degli ospedali è faticosissimo alle condizioni attuali — devono assistere 3 o 4 donne in contemporanea, cosa che mette in pericolo la salute di madri e neonati. Lottano per riconquistare l’assistenza 1:1, con il totale appoggio dei neonatologi.

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