Berlino, il cinema Colosseum di Prenzlauer Berg a rischio chiusura definitiva

Il cinema Colosseum di Prenzlauer Berg lotta per la sopravvivenza. La sua ultima possibilità potrebbe essere l’intervento dello Stato.

Nessun poster di film negli espositori e un’insegna al neon spenta da oltre un anno. È il triste spettacolo del cinema Colosseum di Prenzlauer Berg che ha dovuto chiudere per le restrizioni il 14 marzo 2020. Nessuno nel quartiere ha pensato che potesse essere un addio. A soli due mesi dalla chiusura, l’operatore ha dichiarato lo stato di insolvenza. La fine di un cinema con una così lunga tradizione potrebbe segnare l’inizio di una battaglia per la cultura e il lavoro. Michel Rieck e Daniela Baumann, ex membri dello staff, sono desolati: “Molti di noi hanno lavorato qui per 20 anni e più. Il Colosseum è come una seconda casa per noi”. In totale, circa 43 dipendenti stanno lottando per il proprio lavoro e per un pezzo della propria identità.

Dalle sale del cinema agli uffici: la storia e il futuro del Colosseum

Il Colosseum è uno dei cinema più antichi della Germania. Ha proiettato film nelle sue sale per quasi un secolo. L’edificio risale al 1894. Per trent’anni è stato un garage che ospitava tram trainati da cavalli, ma nel 1924 fu convertito in un cinema. Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato come ospedale militare improvvisato. Dopo avere ospitato la sede del Teatro Metropol, il cinema riaprì, sotto la direzione di Karl-August Borchardt, nel 1957. Nella Germania divisa fu il primo cinema di Berlino Est. Dopo la riunificazione, il fondo incaricato di svendere i beni della Germania dell’Est mise in vendita tutti i cinema. Il magnate del cinema di Berlino Ovest Artur Brauner colse allora l’occasione e mantenne il Colosseum fino alla sua morte nel 2019. L’ultimo amministratore delegato è stato suo figlio, l’agente immobiliare Sammy Brauner. Ma lui, come gli altri eredi di Brauner, non ha alcun interesse nel mondo del cinema. Da tempo infatti si prevede di convertire il complesso in uffici. Un’ipotesi che sembra in procinto di diventare realtà, dato che poco dopo l’inizio della pandemia, gli eredi Brauner hanno dichiarato insolvente il Colosseum e fatto terminare il contratto di locazione senza preavviso.

Una situazione difficile per i cinema tedeschi

La pandemia ha messo a dura prova tutti i cinema. Lo scorso anno in Germania c’erano 1.227 operatori cinematografici, lo stesso numero del 2019. Il numero di locali, ovvero i singoli cinema, era pari a 1.730, sei in meno rispetto all’anno precedente. Ma come sta andando l’industria cinematografica al secondo anno di pandemia? Bernd Neumann, presidente del German Federal Film Board (FFA), sostiene che “i cinema sono in una situazione drammaticamente brutta”. Il fatturato è diminuito di quasi il 70% nel 2020. Inoltre, non è ancora chiaro quando riapriranno, anche se qualche speranza comincia a presentarsi all’orizzonte. Si è comunque evitata un’ondata di fallimenti nel settore cinematografico grazie ai programmi di aiuti dello Stato e alla sospensione delle dichiarazioni di insolvenza fino alla fine di aprile. Neumann afferma anche che i cinema hanno sfruttato questo tempo per investire nella tecnologia moderna e aggiornare le proprie attrezzature. La situazione potrebbe dunque riprendersi. Anche perché, per Neumann, le persone non hanno perso il desiderio di andare al cinema dopo la pandemia. “Le persone sono stanche di stare a casa sul divano”, ha detto. Anche il 2021 però rimane un anno difficile. La perdita di entrate potrebbe essere ancora più grave rispetto al primo anno di pandemia. I rappresentanti del settore sottolineano che non vale la pena riaprire se i cinema possono essere pieni solo per il 20%. Secondo Christine Berg, presidente del consiglio dell’associazione cinematografica HDF, l’industria ha urgente bisogno di sostegno statale. E, soprattutto, di un segnale di quando le cose riprenderanno. Tutte e cinque le associazioni di cinema e distribuzione chiedono dunque ai politici di riaprire il 1 luglio.

Le proteste per il Colosseum

Molti abitanti di Prenzlauer Berg sono preoccupati per il Colosseum. Dopo che il cinema è stato chiuso, la scorsa estate diverse centinaia di persone hanno marciato per il quartiere chiedendone la salvaguardia. Alcune celebrità tra cui l’attore Jürgen Vogel hanno espresso il loro sostegno: “Per favore, fai tutto il possibile per sostenere il Colosseum”. Oltre 10.000 persone hanno addirittura firmato una petizione per salvarlo. E’ stata anche allestita una mostra in cui i residenti possono lasciare messaggi e ricordi associati al cinema. D’altronde il Colosseum è diventato parte integrante del quartiere. La questione ha anche  attirato da tempo l’attenzione dei politici. “Il Colosseum appartiene a questo luogo” ha detto Sören Benn, il sindaco del distretto di Pankow. Secondo lui, il quartiere non ha bisogno di nuovi uffici. Benn vuole piuttosto che il cinema sia un luogo di incontro per tutti nel distretto, indipendentemente dall’origine e dallo stato sociale. I politici locali non sono però ancora riusciti a risolvere il problema.

Il Senato sta esaminando la questione

Non si sa ancora se il Colosseum avrà un’altra possibilità. L’amministratore delegato Sammy Brauner non vuole parlare con l’ex personale. I dipendenti però non vogliono rinunciare alla speranza e si aggrappano all’idea che possa intervenire lo stato di Berlino. Lo scorso autunno, il distretto di Pankow ha contattato la Senatrice all’economia Ramona Pop per discutere della questione. Nello specifico, della possibilità di preservare il Colosseum come luogo culturale. L’amministrazione di Berlino ha mostrato sostegno all’idea. “L’insolvenza ha dimostrato quanto il personale sia attaccato al cinema”, ha detto Michel Rieck. Si tratta di un segnale positivo, anche se molti hanno già trovato un nuovo lavoro. “È inconcepibile che un edificio del genere diventi un ammasso di uffici”, ha aggiunto Rieck.

 

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In copertina: Berlin-Prenzlauer Berg Movie-theater Colosseum, © Fridolin freudenfett via Wikipedia, CC BY-SA 3.0

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