Berlino chiede più impegno per combattere la violenza contro la comunità LGBTQ+

Berlino chiede al Governo federale di rafforzare la lotta contro la violenza trans-omofobica ai danni della comunità LGBTQ+

Berlino è ritenuta una delle città più inclusive d’Europa, un luogo in cui le persone si sentono libere di esprimere la propria diversità. Eppure secondo il Senatore degli interni di Berlino Andreas Geisel (SPD) non si sta facendo ancora abbastanza. Geisel avrebbe richiesto maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica e della polizia in merito al problema delle violenze contro la comunità LGBTQ+. Secondo il Senatore, il tema della violenza omofoba e transfobica dovrebbe essere portato all’ordine del giorno anche perché si stima che l’80/90% dei crimini di questo tipo rimanga avvolto dal silenzio. Berlino è uno dei pochi stati federali in cui i dati rispetto a queste violenze sono registrati separatamente dagli altri crimini. Difatti, nel resto della Germania ciò non accade. La maggiore consapevolezza da parte della polizia e la registrazione statistica dei reati porterebbe a più attenzione per questi atti di violenza discriminatoria. Ecco perché Geisel vorrebbe estendere a livello nazionale lo standard berlinese.

Gli atti di violenza contro la comunità LGBTQ+ a Berlino, qualche dato

I dati in relazione a questo tipo di violenze sono sempre più preoccupanti. Solo a Berlino nelle ultime sei settimane si sono registrati dodici attacchi nei confronti di persone della comunità LGBTQ+. Per quanto riguarda il 2020, le cifre riportate dal progetto antiviolenza Maneo riportavano un aumento del numero di minacce e di aggressioni nei confronti di persone omosessuali o trans. Così era emerso che anche Berlino, considerata capitale arcobaleno, aveva delle fragilità nella tutela delle diversità. Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, i casi di violenza soprattutto online hanno continuato a crescere.

La situazione italiana e il ddl. Zan

Anche in Italia i dati relativi agli atti di violenza e discriminazione nei confronti della comunità LGBTQ+ sono allarmanti. Nel 2020 si sono rilevati forti aumenti di casi di violenza, come ricatti e minacce che sono passati dall’11% al 28%. Il 2021 è l’anno in cui, secondo Ilga Europe, l’Italia scende al 35° posto della classifica dei Paesi Europei per politiche a tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza delle persone LGBTQ+. Intanto il disegno di legge presentato in Parlamento per l’approvazione, l’ormai famoso ddl Zan, è stato sommerso da oltre mille emendamenti. Così la discussione in merito all’approvazione della legge è slittata a settembre (o forse a ottobre, dopo le elezioni amministrative). L’imponente mole di emendamenti rende difficile qualsiasi dialogo. Dopo le difficoltà riscontrate per la calendarizzazione del ddl a causa dell’ostruzionismo attuato da alcuni partiti, ora la legge rientra in un nuovo momento di stallo e non sappiamo quando se ne riparlerà.

 

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Immagine di copertina: Banner bianco e multicolore Love is Love di 42 North, da Pexels, CC0.

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