Beate Gilles, per la prima volta una donna sarà segretaria generale dei vescovi in Germania

La teologa laica Beate Gilles è la prima donna ad essere eletta segretaria generale della Conferenza Episcopale tedesca

Mentre la Chiesa cattolica tedesca affronta le oltre 1.400 accuse di abusi sessuali perpetrati e coperti dal suo stesso clero negli ultimi decenni, una donna laica è stata nominata segretaria generale della Conferenza Episcopale tedesca. La Deutsche Bischofkonferenz (DBK) è un organismo permanente della Chiesa cattolica e, due volte all’anno, si occupa di convocare i vescovi delle 27 diocesi di Germania per decidere e coordinare le attività ecclesiali nazionali. Beate Gilles, 56 anni, sarà già al vertice della prossima riunione che avrà luogo a Bonn in autunno ed avrà come oggetto le sfide moderne che la Chiesa cattolica si trova ad affrontare in Germania.

La Chiesa in Germania: una crisi di popolarità

Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica tedesca si è dovuta confrontare con un calo di fedeli senza precedenti ed una conseguente diminuzione delle entrate fiscali. La sua impopolarità sarebbe principalmente dovuta alla cattiva gestione dello scandalo pedofilia scoppiato nel 2018. Uno studio commissionato dalla Conferenza Episcopale tedesca di quell’anno, parlava di 3.677 minori abusati in Germania da parte di 1.670 sacerdoti, diaconi e membri di ordini religiosi tra il 1946 ed il 2014. La Chiesa cattolica oggi è ritenuta colpevole di aver taciuto ed insabbiato tali episodi per decenni. Particolarmente famoso è il caso dell’arcivescovo di Colonia Rainer Maria Woelki, il quale avrebbe attivamente ostacolato le indagini effettuate da uno studio legale di Monaco sulla sua arcidiocesi. Anziché condannare pubblicamente gli episodi di pedofilia avvenuti sotto la sua responsabilità, il cardinale Woelki avrebbe coperto personalmente abusi sistematici e ripetuti commessi ai danni di minori da esponenti del clero. Va comunque sottolineato che una minoranza di ecclesiastici, come per esempio l’arcivescovo di Berlino Heiner Koch, hanno avuto una reazione diametralmente opposta, proponendo la creazione di una commissione specializzata per gestire eventuali casi di abuso in futuro. Tuttavia, l’argomentazione cattolica che l’80% degli aggressori sessuali denunciati sia oggi morto e che il 37% degli accusati abbia nel frattempo lasciato gli ordini, è parsa all’opinione pubblica una goffa scusa per non assumersi una scomoda ma necessaria responsabilità. Effettivamente, in Germania il numero di sacerdoti e parrocchie sta diminuendo anche nelle diocesi più consolidate. La diocesi di Colonia, per esempio, nonostante sia la più grande della Germania ed una delle più ricche del mondo, prevede di ridurre le sue parrocchie da 500 a 50 entro il 2030. Rimodernarsi e dimostrarsi cambiata e al passo coi tempi rimane quindi la principale strategia intrapresa dalla Chiesa cattolica tedesca per contrastare una tale crisi di popolarità.

Beate Gilles: una donna portatrice di modernità

Specializzata in comunicazione religiosa televisiva ed in problemi sociali e del lavoro, la Gilles assumerà la carica di segretario generale il 1° Luglio 2021. Prima donna ad assumere un tale ruolo, succederà al gesuita Hans Langendörfer, dimessosi dopo 24 lunghi anni di mandato. La teologa non sarà solo la prima donna al vertice della Conferenza Episcopale tedesca ma anche la prima laica. Il presidente DBK, Georg Bätzing, ha commentato questa storica elezione descrivendola come “un segnale forte che i vescovi stanno mantenendo la promessa di promuovere le donne in posizioni di leadership”. La Gilles stessa ha molto apprezzato la sua nomina in un ambiente storicamente dominato dagli uomini: “la mia elezione è un segno rivoluzionario per la Chiesa cattolica, ne sono molto consapevole”.

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