300 tedeschi sono ancora in Afghanistan. E non è chiaro se e come verranno rimpatriati

Con la fine del mese di agosto termina il ponte aereo allestito dai Paesi europei in Afghanistan per l’evacuazione dei civili

Con la fine del mese di agosto terminano i voli di soccorso inviati dalle maggiori nazioni europee e dagli Stati Uniti. Addirittura alcuni Paesi europei hanno ritirato prima i loro contingenti militari dal suolo afghano. In particolare, la Germania ha effettuato il suo ultimo volo giovedì 26 agosto: l’esercito tedesco ha interrotto il ponte aereo dall’aeroporto di Kabul giovedì sera dopo aver evacuato 5.347 persone, tra cui più di 4.100 afgani. Tuttavia circa 300 cittadini tedeschi rimangono in Afghanistan, ha dichiarato venerdì un portavoce del Ministero degli Esteri a Berlino. Si rivela infatti necessario mantenere una presenza sul territorio in modo da monitorare la situazione e capire come aiutare coloro che non sono stati portati in salvo. Infatti Berlino avrebbe identificato 10.000 afghani bisognosi di protezione che avrebbero diritto d’asilo in Germania, tra cui ex dipendenti locali, giornalisti e attivisti per i diritti umani. È arrivata da molti leader europei la promessa di assistenza ai cittadini afghani in pericolo, ma senza una vera proposta su come farlo.

Il pensiero va a coloro che sono rimasti a Kabul e sono in pericolo

In queste ore si susseguono una dietro l’altra le immagini delle conseguenze del nuovo regime instauratosi a Kabul. Sono tanti i volti, le persone e le storie: dal giornalista scortato da uomini armati, alle studentesse afghane desiderose di arrivare in Italia per studiare alla Sapienza, al comico ucciso perché faceva video su TikTok. Ormai è chiaro come la situazione si stia trasformando sempre più velocemente e non c’è speranza per coloro che sono rimasti in suolo afghano. Intanto Biden nel suo ultimo discorso ha dichiarato che il ritiro sanguinoso e caotico delle truppe statunitensi dal suolo afghano dovrà segnare una nuova strategia meno interventista nella politica estera degli Stati Uniti. “​Questa decisione sull’Afghanistan non riguarda solo l’Afghanistan. Si tratta di porre fine a un’era di grandi operazioni militari per ricostruire altri Paesi”, ha affermato il Presidente. Inoltre Biden ha sottolineato la saggezza rispetto a questa decisione: “Non avevo intenzione di prolungare questa guerra per sempre”, ha detto.

Anche in Italia gli ultimi aerei militari sono atterrati

Intanto, mentre in Qatar sono iniziate le trattative di pace tra l’Occidente e il nuovo governo di Kabul, in Italia sono atterrati gli ultimi aerei militari carichi di persone portate in salvo. “Adesso comincia la seconda fase” ha affermato Luigi di Maio, che sta già pensando a come agire per creare nuovi corridoi umanitari in modo salvare coloro che sono rimasti in Afghanistan. Il Ministro degli Esteri ha inoltre ricordato come la missione d’evacuazione italiana si sia distinta rispetto a quelle degli altri Paesi europei. Infatti l’Italia è il primo Paese dell’Ue per numero di cittadini afghani evacuati dall’aeroporto di Kabul, circa 5000. Anche il Governo italiano ha deciso di lasciare a terra alcuni uomini per poter meglio gestire eventuali altri voli di salvataggio. In particolare l’Ambasciatore Sandalli, capo della missione, e il console Claudi sono pronti a coordinare nuove operazioni.

 

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Immagine di copertina: Esercito Arma Proiettili di ArmyAmber, da Pixabay, CC0.

 

 

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