Strandkorb, ovvero come godersi il mare in Germania

Lo Strandkorb, la tipica sedia a sdraio delle spiagge tedesche

Letteralmente “cesto da spiaggia”, lo Strandkorb è la tipica sedia a sdraio in vimini della costa tedesca, diffusa sia nelle spiagge del Mar Baltico che in quelle del Mare del Nord. La poltroncina – prodotta ancora oggi quasi sempre artigianalmente – permette di ripararsi dal sole e dai forti venti di quelle spiagge, per una giornata in assoluto relax. Sono infatti molto confortevoli: la parte superiore è mobile e, modificando la sua inclinazione, permette una maggiore o minore ombra; in basso sono presenti le prolunghe per distendere le gambe. Oltre al comfort, un altro pregio di queste sdraio è sicuramente la privacy. I suoi ospiti, generalmente due, hanno la percezione di isolarsi dal resto delle persone, ma non dall’ambiente che li circonda.

La storia

Secondo la tradizione, lo Strandkorb fu inventato nel 1882 dal mastro cestaio di corte Wilhelm Bartelmann su richiesta di Elfriede von Maltzahns, una signora affetta da reumatismi, che si recava spesso in villeggiatura a Warnemünde, ma che – a causa della sua malattia – non poteva trascorrere molto tempo in spiaggia. Voleva, inoltre, qualcosa che la potesse proteggere dal vento e dal sole. Fu così che Bartelmann arrivò a progettare la struttura che conosciamo noi oggi, con la sola differenza che i primi prototipi potevano ospitare solamente una persona. Il suo successo nelle spiagge tedesche fu così veloce che la moglie di Bartelmann, l’anno seguente, aveva già avviato il servizio a noleggio, sempre nella località di Warnemünde. Ben presto la sedia diventò un vero e proprio oggetto cult della cultura tedesca, riuscendo a sopravvivere alle due guerre mondali, alle rivoluzioni industriali e sociali e alla divisione della Germania, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Strandkorb in pittura e letteratura

Sono diversi i pittori che hanno scelto di raffigurare questi oggetti tipici nei loro quadri: tra loro Max Liebermann e Marianne von Verefkin. Per quanto riguarda la letteratura, queste poltroncine sarebbero state tra i luoghi prediletti da Thomas Mann per la scrittura. Nelle estati tra il 1930 e il 1932, avrebbe sviluppato gran parte del romanzo “Joseph e i suoi fratelli” sulla spiaggia del lago di Nidden. Nell’estate del 1939, mentre si trovava temporaneamente in esilio nel Mare del Nord olandese, in un saggio espresse invece un vero e proprio apprezzamento verso questo tipo di poltrona.

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Immagine di copertina: Unsplash