Soldi in cambio di lezioni sulla storia cinese come vuole il governo cinese: scandalo alla Freie Universität di Berlino

Un programma di finanziamenti da parte della Repubblica Popolare Cinese alla celebre università berlinese ha sollevato gravi accuse

La Freie Universität di Berlino è una delle più celebri istituzioni universitarie in Germania e in Europa. Per questa ragione, le notizie rivelate dal Tagesspiele nell’ultima settimana hanno sollevato stupore e scandalo. Secondo il celebre quotidiano tedesco, l’università avrebbe stretto un contratto dai termini ambigui per istituire una cattedra di formazioni per insegnati cinesi. A stupire gli esperti di legge che hanno analizzato il contratto sono i forti poteri contrattuali che il governo cinese possiede rispetto alla Freie.

I termini del contratto

Il partner della Freie è il noto Istituto Confucio, di proprietà del Ministero dell’Istruzione cinese, e impegnato nella diffusione della lingua e della cultura del paese in tutto il mondo. Sotto accusa è la clausola secondo la quale i finanziamenti cinesi possono essere ritirati qualora l’università non rispetti i termini imposti dal partner. Ma quali sono questi termini? La questione è problematica perché il contratto segue la legge cinese che, come noto, è piuttosto differente rispetto alle consuetudini legali delle società occidentali. In particolare, spesso il governo cinese persegue legalmente chi esprime opinioni contrarie a quelle ufficiali. «L’interpretazione e l’applicazione dell’accordo saranno disciplinate dalle leggi della Repubblica Popolare Cinese», si dice. Nel caso in cui, in caso di controversia, le parti non riescano a raggiungere un accordo, la FU si è impegnata a sottoporre la questione ad un arbitrato in Cina. La FU riceverà 500.000 euro in finanziamenti più 10.000 euro di libri per il corso. Al corso di formazione saranno ammessi solo studenti europei. Le preoccupazioni riguardano le eventuali censure alla libertà di insegnamento che la Cina potrebbe avanzare, in particolare su episodi storici come gli eventi di piazza Tiananmen.

Il contratto ora è sotto esame

Il Senato di Berlino ha ora rivolto la sua attenzione all’accordo. L’università ora deve comunicare ogni decisione didattica e legale circa il corso. Anche l’Università di Gottinga ha attinto ai fondi dalla Cina: la cattedra di “Società ed economia della Cina moderna” è stata finanziata con 90.000 euro all’anno per sei anni a partire dal 2009. Il contratto può essere rescisso da entrambe le parti “per motivi importanti”, spiega un portavoce. In che misura l’università si è impegnata a rispettare la legge cinese? «Per niente», dicono da Gottinga.

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Immagine di copertina: Youtube

 

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