Red Zones Luca Vullo

Red Zones, arriva anche in Germania la docu-serie di Vullo e Galloni sugli effetti della pandemia sugli italiani

Quattro episodi da 25 minuti per raccontare gli italiani delle zone rosse durante la pandemia: a idearla è il cineasta Luca Vullo

Luca Vullo per anni, dal 2012 al 2020, ha vissuto a Londra diventando di fatto ambasciatore della nostra cultura grazie a un film e a uno spettacolo teatrale dedicato alla gestualità italiana con il nome “La voce del corpo” portato poi in giro per tutto il mondo. Venne anche a Berlino a presentarlo con un evento al Babylon di Berlino (che aiutammo a organizzare). È un regista e creatore di contenuti creativo ed eclettico, capace di avere uno sguardo sul mondo sempre interessante e originale. Facciamo questa doverosa premessa per introdurre il suo nuovo progetto (co-firmato da Emanuele Galloni). Si intitola Red Zones, in Italia è stata trasmessa da Sky ed è ancora disponibile su Sky-Go e Now-Tv e in Germania (nonché in Austria e Svizzera) è arrivata da qualche settimana, con sottotitoli in tedesco e inglese, grazie al servizio di streaming Sooner.  Si tratta di quattro episodi di circa 25 minuti l’uno con interviste a persone note e meno note. All’interno degli episodi ci sono interventi di diversi italiani all’estero e anche una mamma , Chiara Leonardi, da Düsseldorf, Germania. Tra i personaggi noti vale la pena citare Filippo Inzaghi, Giovanni Soldini, Svevo Moltrasio e Giusy Versace. L’idea è nata a Luca Vullo mentre si trovava a Varese dove vive la sua compagna. «Ho scelto di raccontare, con la mia sensibilità e il mio stile, quello che stiamo vivendo in questa particolare fase storica. A fine Febbraio 2020 vengo travolto dalla notizia della Pandemia e rimango bloccato in zona rossa per più di 4 mesi. Tutto il calendario di eventi professionali, spettacoli, conferenze, spot pubblicitari, pianificati molto tempo prima, sono stati immediatamente cancellati con inevitabili conseguenze finanziarie. Dopo la paura e la preoccupazione iniziali, il mio meccanismo di difesa ha deciso di convertire un momento di sconforto in creatività, usando il cinema come arte terapia. Il mio eclettismo artistico in questa particolare situazione si è rivelato un grandissimo vantaggio. Dopo essermi confrontato con il mio amico e collega Emanuele Galloni, abbiamo deciso di realizzare insieme, con le nostre società inglesi la Ondemotive Productions Ltd e Videoplugger Ltd, la serie Red Zones e iniziare, nonostante fossimo io bloccato a Varese e lui a Londra».

Red Zones, come girare una docu-serie in tempo di pandemia

Ci spiega Luca Vullo, che nel frattempo, ad ottobre scorso, ha deciso di rientrare ufficialmente in Italia trasferendosi proprio a Varese: «È stato complesso. Abbiamo coinvolto tantissime persone da diverse parti d’Italia e del mondo. A disposizione c’era un piccolissimo budget e soprattutto eravamo blindati in casa. La sua realizzazione è iniziata a Marzo ed è stato un work in progress dove riuscivamo a raccontare quello che stava accadendo in tempo reale. La prima puntata è andata in onda il 3 Maggio su Sky Tg24 e l’ultima il 14 Giugno quando ancora eravamo in pieno lockdown.

Red Zones, storie che toccano il cuore

«Mi ha letteralmente dilaniato emotivamente la testimonianza pura e diretta di una infermiera di Voghera che lottava in primissima linea in Lombardia e ci ha raccontato il suo stato psicologico ed emotivo durante quel lavoro massacrante. Successivamente è stata travolta dal Covid 19. Si chiama Diana Hristova e per fortuna sia lei che il marito adesso ne sono usciti fuori».

La possibilità di una nuova stagione di episodi

«Non al momento, anche se ci è stato proposto. Avevo però bisogno di spaziare e uscire fuori da questo tema comunque molto pesante e claustrofobico. Sempre con Emanuele stiamo lavorando ad un’altra serie completamente diversa che vedrà la luce nel 2021».

Red Zones Luca Vullo  Luca Vullo

 

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