Non è vero che l’Uk abbandonerà l’Erasmus (almeno per ora)

Il Parlamento ha bocciato un emendamento che avrebbe obbligato il premier a negoziare la permanenza del Regno Unito nel programma di scambio. Non è un addio all’Erasmus

La notizia dell’addio del Regno Unito al programma Erasmus, sbandierata da quotidiani e politici italiani e non solo, si è rivelata falsa. È il frutto di un’interpretazione leggera di ciò che è si è votato lo scorso 8 gennaio a Westminster. I deputati democratici hanno infatti presentato un emendamento (New Clause 10) che avrebbe vincolato il premier Boris Johnson a chiedere all’Unione Europea di rimanere all’interno del programma Erasmus+ anche dopo Brexit. I conservatori lo hanno bocciato con ben 344 voti contrari, al fronte dei 254 favorevoli. Tuttavia, non è un ritiro ufficiale dal programma di scambio europeo attivo dal 1987. Se l’emendamento fosse andato in porto avrebbe di sicuro tranquillizzato gli attuali e i futuri beneficiari del progetto Erasmus, è vero. Come molti altri temi, la permanenza del Regno Unito nel programma sarà dibattuta durante i negoziati che chiariranno il rapporto con l’Ue dopo la Brexit. Il sottosegretario all’Istruzione e all’università britannico Chris Skidmore  ha dichiarato di essere impegnato a mantenere l’adesione del Regno Unito al programma.

L’ambiguità che permane sul tema

In assenza di accordi definitivi sul futuro del Regno Unito nel programma Erasmus rimangono ancora incerti gli scenari post Brexit, prevista per il 31 gennaio 2020. L’articolo 137 dell‘accordo negoziato a Ottobre con l’ Ue prevede che il Regno Unito continui a partecipare a tutti i progetti europei fino al 2020, tra cui l’Erasmus, anche in caso di uscita senza accordo. Non è chiaro, tuttavia, cosa succederà dopo. Il deputato tory Duddrige ha dichiarato che la partecipazione al programma nella fase di transizione è garantita. «In definitiva, le decisioni sulla nostra partecipazione sarà una questione per negoziati più ampi, ma esamineremo tutte le opportunità disponibili», ha aggiunto Duddrige. Chris Skidmore, nel frattempo, cerca di gettare un po’ d’acqua sul fuoco: «La partecipazione del Regno Unito ad Erasmus+ farà parte dei nostri negoziati futuri con l’Unione europea. Diamo grande valore agli scambi internazionali tra studenti».

Le reazioni degli inglesi indignati

Nonostante la bocciatura dell’emendamento non fosse un addio definitivo al progetto Erasmus, molti studenti e politici inglesi hanno dovuto costatare il potenziale pericolo alle porte. Le reazioni non si sono fatte attendere. L’ex deputata laburista Luciana Berger ha twittato: «È devastante sapere che le nuove generazioni non avranno la mia stessa opportunità». L’importante attivista inglese pro Europa ha definito imperdonabile la bocciatura dell’emendamento da parte dei conservatori. Tra Facebook e Twitter sono comunque stati numerosi i commenti indignati di studenti e politici che hanno percepito l’importanza del progetto Erasmus.

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Immagine di copertina: screenshot da You tube