Mai così male l’industria auto tedesca e le conseguenze sono anche per l’Italia

Le aziende tedesche hanno prodotto solamente 4.7 milioni di auto nel 2019: è il punto più basso dal 1997

Brutte notizie per l’industria automobilistica tedesca, da sempre fiore all’occhiello dell’economia della Germania. Secondo i dati arrivati dalla federazione industriale tedesca Vda, c’è un calo della produzione del -9%, pari a 4,7 milioni di unità in meno. Si tratta del terzo anno consecutivo con un dato negativo, dopo il -9,3% del 2018 e -1,6% del 2017.

Le ragioni del calo

La VDA ha dato la colpa ad un calo delle esportazioni. Infatti, in Germania le vendite di auto sono in realtà aumentate rispetto al 2018 ma sono bruscamente diminuite le richiese dall’estero, con un tonfo di ben 13 punti percentuali. La situazione internazionale infatti è molto incerta a causa della guerra commerciale in corso tra USA e Cina e per la lunga odissea della Brexit e il volume degli scambi mondiali è in calo. Al tempo stesso, il surriscaldamento globale è incompatibile con la produzione di auto standard. Una nuova legislazione dell’Unione Europea impone che l’emissione di CO2 sia di 95 grammi per kilometro e ciò implica decisi cambiamenti. “L’industria dell’auto sta affrontando una massiccia trasformazione” ha dichiarato l’esperto dell’industria Stefan Bratzel. Per questo motivo, i maggiori produttori si stanno orientando verso l’auto elettrica. Wolskfwagen, per esempio, ha pianificato investimenti per 60 miliardi di euro entro il 2024. I modelli elettrici stanno prendendo piede in Germania ma la loro quota resta sotto al 2%, contro oltre il 42% della Norvegia e il 10% dell’Olanda.

L’impatto sull’Italia

La frenata dell’industria automobilistica comporta danni seri anche per le aziende italiane. La Germania infatti è il nostro primo esportatore e i produttori di componentistica sono intimoriti dal rallentamento della ‘locomotiva tedesca’ che potrebbe portare conseguenze catastrofiche per molte piccole e medie imprese, soprattutto nel Nord Italia. Non ci resta che confidare nella sorte positiva dell’industria tedesca per non dover subire rallentamenti ulteriori nel nostro Bel Paese.

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Immagine di copertina: Pixabay

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