Il piano della Germania, a metà 2021 vaccino anti Covid su base volontaria

La Germania mira all’immunità di gregge contro il Covid-19: disponibile vaccino su base volontaria da metà 2021

Vaccini  disponibili su base volontaria a partire dalla metà del 2021. Questa è la strategia prevista dalla Germania per raggiungere un’ immunità di gregge. Contrariamente a voci di corridoio, il Ministro della Salute Jens Spahn, scrive il Thelocal.de, specifica che non sarà necessario alcun requisito obbligatorio. Un minimo del 55-65% della popolazione va vaccinata. La base volontaria, prosegue Spahn, è l’unica via possibile. In linea con i recenti parametri dell’OMS, la Germania fornirà ad ampie fasce della popolazione le dosi necessarie di vaccino già dalla metà del prossimo anno. Parola del Ministro della Ricerca Anja Karliczek, intervenuta durante la stessa conferenza stampa. Per Karliczek, prosegue il Thelocal.de, nè la Germania, nè l’Europa intendono compromettere ricerca e produzione. Niente tagli e prudenza prima di tutto, fa sapere la SWR.de. Ben 750 milioni, la somma stanziata dal governo federale a sostegno di tre case farmaceutiche nazionali. Tra questa, la tedesca BioNTech, in collaborazione con il colosso statunitense Pfizer, e la CureVac a cui spettano rispettivamente 375 e 230 milioni di euro. Secondo ultimi aggiornamenti, la Germania avrebbe già in tasca 40 milioni di dosi. A queste vanno aggiunte le 54 milioni di dosi pattuite a livello europeo con la casa farmaceutica AstraZeneca. Altri contratti, inoltre, sono già in fase d’avvio. Ottenuto il via libera decisivo, assicura il Ministro Spahn, la distribuzione del vaccino sarà solo questione di giorni o poche settimane al massimo. Per questioni di logistica, però, l’accesso alle dosi prevede delle priorità soprattutto per le fasce a rischio. Anziani e operatori sanitari in primis.

Più dosi dell’intera popolazione nazionale: dietro le quinte della ricerca tedesca

I contratti prevedono un numero elevato di dosi assicurate. Addirittura più numerose della popolazione nazionale. Secondo il Diewelt.de , dietro questa scelta, le incertezze sull’efficacia del vaccino. Nonostante il sostegno finanziario del governo centrale, si potrebbe comunque fallire. Attualmente, tre i partner candidati. Per Klaus Cichutek dall’Istituto federale di Ricerca sui vaccini e biomedicina Paul-Ehrlich i pochi partecipanti dipendono dai criteri richiesti. Infine, se effettivamente eccessive, Spahn è pronto a cedere parte delle dosi assicurate ad altri paesi. La ricerca intanto prosegue. CureVac è già alla seconda fase dei test. La Germany’s BioNTech e l’americana Pfizer  alla terza. Si può sperare in un un rilascio già per i prossimi mesi. In caso d’approvazione delle autorità, pronte 100 milioni di dosi per fine anno. Combattere la malattia provocata dal virus è priorità del vaccino. Scoraggiare i contagi tra la gente, precisa Cichutek, quello secondario. Personale sanitario, anziani e gente con patologie pregresse tra i primi ad essere vaccinati. Queste le poche certezze sull’immediata distribuzione delle dosi. Per maggiori disposizioni, continua il Diewelt.de, bisognerà attendere le valutazioni dell’attuale commissione per il vaccino presso il Robert-Koch-Institut. Resta da capire dove le vaccinazioni verranno svolte. Studi medici o centri vaccinazioni regionali, tra le opzioni. Nessun obbligo di vaccinazione, infine. L’immunità di gregge di circa 55-65% va raggiunta optando per la base volontaria. Questa la linea alternativa del Ministro della Salute tedesco. La più efficace rispetto all’imposizione.

Ma quanti vogliono effettivamente farsi vaccinare? I numeri del successo tedesco

Secondo statistiche dello scorso Agosto, precisa la SWR.de, circa 44% dei tedeschi si sottoporrebbe al vaccino. Il 30% rimane ancora in bilico. Infine, non c’è verso per il 12%. Sino ad ora, tamponi a tappeto e sistemi di tracciamento dei contagi sono stati molto vantaggiosi. La Germania, infatti, è la migliore tra i vicini europei a contenere il virus. Tuttavia, aggiorna il Thelocal.de, i contagi tornano a crescere. 1407 i nuovi casi nella giornata di Martedì. Non si arresta nemmeno l’ondata dei negazionisti tedeschi. Nonostante le proteste contro il vaccino anti Covid-19, il numero dei tedeschi che vogliono sottoporsi volontariamente rimane promettente.

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