Horcher, il ristorante di Madrid che un tempo era a Berlino e serviva i nazisti

Era il ristorante preferito di Göring. Fu chiuso da Göbbels e trasferito nella Madrid franchista

La storia del ristorante Horcher è lunga più di un secolo e incrocia i drammi del Novecento e le tensioni del mondo contemporaneo. Nel 1904 Gustav Horcher fondò il ristorante eponimo a Berlino: un luogo di classe per l’alta società che deliziava con i migliori piatti della cucina tedesca. La fama di Horcher crebbe durante la Prima Guerra Mondiale perché il ristorante serviva carne di selvaggina della Foresta Nera, cibo che non veniva razionato nella Germania in tempo di guerra. A riaccendere l’attenzione su questo ristorante è stato un bell’editoriale del Washington Post  di Diana Spechler, che riflette sulla storia del locale anche dal punto di vista delle proprie origine ebraiche. L’Horcher rimase uno dei locali più di moda della capitale tedesca per tutti gli anni ’30 e ’40 quando le elitè erano composte dal Partito Nazista. Fu da Horcher che, dopo la Notte dei lunghi coltelli nel 1934, i gerarchi nazisti celebrarono il massacro con un’abbuffata di granchi. Nove anni dopo, nel febbraio del’43, in seguito alla sconfitta di Stalingrado, Joseph Göbbels tenne il suo celebre discorso sulla “guerra totale”. Richiamando il popolo tedesco a sacrifici immani per vincere la guerra, Göbbels si impegnò nel chiudere molti ristoranti berlinesi. L’Hoercher fu vandalizzato da truppe paramilitari e per questo venne trasferito a Madrid.

La Madrid di destra tra ieri e oggi

Ancora oggi da Horcher a Madrid i camerieri sono in smoking e i commensali appoggiano i piedi sui cuscini. L’opulenza e il lusso del ristorante non furono inficiati dal cambio di sede. «Non c’è nessun altro ristorante nella storia del ventesimo – o di qualsiasi altro secolo -», scriveva lo studioso MacDonogh su Gastronomica, «che si sia trasferito da una capitale europea all’altra senza perdere un briciolo della sua esclusività sociale». Sappiamo da alcuni studi sulla fuga dei gerarchi nazisti, che da Horcher a Madrid i nazisti pianificarono la loro fuga in Sud America, aiutati dai fascisti spagnoli. Non dimentichiamo che in Spagna il regime di Francisco Franco rimase al potere fino alla morte del dittatore nel 1975. In questo trentennio, l’Horcher rimase la meta di riferimento anche per i gerarchi spagnoli. Ancora oggi, membri del partito di estrema destra Vox, noto per slogan nostalgici come “rendiamo la Spagna di nuovo grande”, sono stati visti mangiare proprio da Horcher. Vox non ha mai negato una certa simpatia per il franchismo e ha spesso parlato dei migranti con toni simili a quelli della propaganda nazista contro gli ebrei. Oltre la politica, negli anni anche celebrità come Salvador Dalí, Sophia Loren ed Ernest Hemingway hanno scelto questo ristorante.

Si serve da mangiare ai nazisti?

La domanda sorge spontanea. Il signor Horcher (e chi ha gestito il ristorante dopo di lui) era un simpatizzante nazista? O faceva solo il suo lavoro ignorando e beneficiando dei politici che sedevano ai suoi tavoli? Sicuramente è provato che il signor Horcher fosse amico di Göring e organizzasse anche catering privati per il gerarca. La proprietaria di oggi è la signora Elisabeth Horcher, che ha rifiutato di farsi intervistare dal Washington Post. Sebbene non siano note le sue preferenze politiche, la signora Horcher ha parlato dei suoi antenati come di “sopravvissuti”. Il termine è spesso usato per parlare delle vittime della follia nazista e non per definire i carnefici e ha suscitato parecchie perplessità.

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Immagine di copertina: Pixabay

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