Germania, sospesi poliziotti che condividevano foto neonazi

I poliziotti si scambiavano foto del Führer e di deportati morti nelle camere a gas in varie chat di WhatsApp

Implicati nella vicenda sono 29 agenti accomunati dal fatto di aver lavorato insieme per un periodo nel distretto di polizia della città di Mülheim, nella regione della Ruhr in Nord Reno-Westfalia. I poliziotti hanno condiviso su gruppi privati più di 100 orribili immagini di vittime dei campi di concentramento, svastiche, simboli nazisti e fotografie che prendevano in giro le persone di colore. Secondo gli inquirenti gli agenti condividevano il materiale in almeno 5 gruppi WhatsApp, aperti dal 2012 al 2015. Le indagini hanno impegnato 200 agenti che hanno effettuato 34 perquisizioni sia nelle stazioni di polizia che nelle abitazioni private degli accusati. Dopo aver scoperto le chat, i superiori hanno immediatamente sospeso gli agenti e hanno aperto un procedimento disciplinare contro di loro. Alcuni sono accusati di aver diffuso materialmente le immagini, altri sono stati incolpati di non aver denunciato subito le azioni dei colleghi. Nonostante la vicenda, secondo quanto riportato dalla Süddeutsche Zeitung, il Ministro Federale dell’Interno Horst Seehofer continua, inspiegabilmente, a rifiutare uno studio sulle derive di estrema destra all’interno delle forze di polizia tedesche.

Le reazioni delle autorità tedesche alla condotta dei poliziotti

Differente la reazione di Herbert Reul, Ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia. Secondo quanto riportato dalla BBC il politico ha dichiarato che «questo è il peggiore e più ripugnante incitamento all’odio razziale». Reul ha inoltre dichiarato che «l’estremismo di estrema destra e i neonazisti non possono stare assolutamente all’interno delle nostre forze di polizia». Per il Ministro le forze di polizia devono avere «un profilo politico cristallino che rigetti questo tipo di ideologie. Dobbiamo fare domande spiacevoli a noi stessi. Chi lo sapeva? Perché è stato tollerato per anni? Da chi?». Frank Richter, capo della polizia di Essen, dove la maggior parte degli agenti coinvolti prestavano servizio, si è dichiarato «sconvolto e pieno di vergogna».

Le derive estremiste sono un problema reale all’interno delle forze di polizia tedesche

Basti pensare al fatto che un caso simile è avvenuto pochi mesi fa, a luglio. Un agente di polizia era stato arrestato insieme alla moglie per aver mandato delle e-mail minacciose a personalità politiche di origini straniere. Le mail erano firmate NSU 2.0 acronimo di Nationalsozialistischer Untergrund, una banda di neonazisti accusati di aver commesso 10 omicidi a sfondo razziale tra il 2000 e il 2007. Il caso portò alle dimissioni del capo della polizia di Essen, Udo Münch, dopo che si era scoperto che alcune e-mail erano state spedite dai computer della stazione di polizia. Questi casi dovrebbero far riflettere il Ministro Seehofer sul fatto che, sì, un problema all’interno della polizia c’è, eccome.

 

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Immagine di copertina: Pixabay

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