Francesco Piotti

«Filmmaker fiorentino, deluso dall’Italia, a 45 anni sto trovando nuovi stimoli a Berlino. E già lavoro»

Come e perché un videomaker italiano decide di trasferirsi in Germania nel 2019

Trasferirsi a Berlino a 45 anni per continuare a fare il video-maker. È la scelta fatta ad aprile 2019 da Francesco Piotti, fiorentino, ma precedentemente residente a Roma (e laureato al Dams di Bologna). Una decisione che per ora gli dà ragione. Dopo un videoclip per i Nordgarden dal titolo Tango e uno spot per la la True Italian Pasta Week 2019, Francesco ha appena firmato un nuovo videoclip “berlinese” per l’artista franco-tedesca Katrin Kaspar. La canzone si chiama TFTF (Ton fils ton fric).

Francesco Piotti e la musica

«Ho sempre avuto la passione per la musica, lavorare con band o cantanti mi piace tantissimo, soprattutto poi se mi piace ciò che fanno. Vado molto orgoglioso di questo mio ultimo lavoro,  credo sia un video creativo e con uno stile registico e di montaggio diverso dal mio solito. Berlino ti influenza, ti apre la mente, ti stimola e ti spinge a fare sempre meglio, a pretendere di più da te stesso. Ed è meraviglioso trovarsi a collaborare con persone da tutte le parti del mondo. In questo video ad esempio il dop è islandese, parte della crew tedesca, ed io il solo italiano. Questa è una delle cose che mi fa amare questa città, che mi invoglia a rimanere, nonostante il clima grigio, la mancanza del mare della Toscana e dei miei genitori che non sono poi più tanto giovani. Parlando del mio ultimo video…ho conosciuto Katrin Kaspar durante le riprese del mio precedente videoclip. Lei è un’attrice e una cantante molto creativa. l’anno scorso ha iniziato questo progetto musicale “elettronico”, il suo Ep si chiama Material Love ed uscirà ufficialmente ad Aprile. TFFT, ton fils ton fric, è il secondo singolo e sono stato molto felice di curarne la regia ed il montaggio. Lei ha le idee molto chiare e il lavoro fatto insieme credo abbia arricchito molto il risultato finale. si potrebbe dire, come nelle barzellette, c’erano un regista italiano e la sua cultura cinematografica più realista, un Dop Islandese con il suo gusto per i colori e un’artista Franco Tedesca attenta all’ironia, al Glamour, al divertimento. Credo che questo video sia il risultato di questo melting pot di idee e culture diverse».

 

Lasciare l’Italia, una scelta obbligata

«Sono un regista sia in ambito video che teatrale e con gli anni mi sono specializzato come regista di videoclip musicali. Quello più prestigioso è il videoclip che ho realizzato per i Diaframma, storica band dell’indie italiano capitanata da Federico Fiumani, ma ho diretto videoclip per cantanti della scena indie internazionale. La cosa più importante però credo di averla fatta a teatro dirigendo a Los Angeles lo spettacolo My big gay Italian Wedding di J. Wilkinson, che ancora gira per la California. Non ero però più felice in Italia, non sempre si rispettano i contratti e anche i cachet sono da fame. In un paio di occasioni ho dovuto aspettare un anno prima di ricevere il compenso pattuito. Oltre a dirigere spesso e volentieri mi occupo anche del montaggio e della color correction conscio che nel mondo di oggi sia sempre più importante evolversi ed essere in grado di fare quante più cose possibili. Penso siano ottime competenze, eppure in Italia non era più possibile programmare una vita. Era tutto profondamente frustrante e anche la creatività ne risentiva. Non progettavo più, non scrivevo più, non sognavo più. Per uno che ama questo lavoro è quasi come morire. Un giorno, tra l’ennesima proposta di lavoro mal pagata e un progetto da farsi a Berlino, ho scelto di rischiare, cambiare vita ed eccomi qua».

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