Egon Krenz, storia del leader della DDR quando cadde il Muro, poi condannato a 6 anni di prigione

Egon Krenz, ex politico comunista tedesco che ha servito come leader della Germania dell’Est nel 1989, in sostituzione di Erich Honecker.

In seguito alle proteste popolari contro il regime della DDR, il leader Erich Honecker fu costretto a dimettersi il 18 ottobre 1989 e al suo posto venne eletto Egon Krenz, alla carica di Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica tedesca. La sua fu una carica brevissima, di soli 50 giorni dal 24 ottobre al 6 dicembre 1989. Durante il suo mandato promise di introdurre nuove riforme democratiche, ma gli eventi non gli furono favorevoli.  La caduta del Muro del 9 novembre, distrusse politicamente Krenz. Si dimise dalla sua carica in un disperato tentativo di salvare la sua immagine ma successivamente venne escluso anche dal Partito (SED). Dopo la Riunificazione tedesca venne processato e condannato a 6 anni di reclusione per crimini di guerra, in particolare per essersi reso complice della morte dei berlinesi che tentavano di oltrepassare il Muro, oltre a essere incriminato per frode elettorale e una serie di reati minori. Venne poi rilasciato nel 2003, scontando solo 3 anni di pena detentiva.

La caduta del Muro e i 50 giorni di Krenz

Eletto il 24 ottobre 1989 dalla Volkskammer alla Carica di Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Democratica Tedesca, Egon Krenz successe a Honecker, per placare le proteste popolari contro il regime della DDR, nonostante fosse riluttante a sostituire un uomo che definì “padre e insegnante politico”.

Krenz, come leader, promise riforme democratiche che però non furono mai approvate. L’inizio del mandato coincise con la ricezione di un rapporto segreto dal capo di pianificazione Gerhard Schurer, che mostrò la profondità della crisi economica in cui riversava la Germania orientale. La DDR non aveva abbastanza fondi per effettuare i pagamenti sui massicci prestiti esteri che fino ad allora avevano sostenuto la propria economia. Krenz fu costretto a richiedere alla Germania Ovest un prestito a breve termine. D’altra parte la BRD non era intenzionata a prendere in considerazione i negoziati fino a quando il SED non avesse abbandonato il potere e avesse consentito le libere elezioni, qualcosa che Krenz non era disposto a concedere. A dimostrazione del fatto che Krenz non avesse realmente intenzione di aprire il regime, ci fu il rigetto della richiesta del riconoscimento ufficiale dell’organizzazione dissidente New Forum e, in occasione della manifestazione di Alexanderplatz del 4 novembre, Krenz ordinò di impedire, con violenza fisica se necessario, qualsiasi tentativo non autorizzato di attraversare il confine. L’opposizione pubblica nei confronti del partito e dello stesso Krenz continuarono a crescere, e nel tentativo di arginare le sommosse, Krenz autorizzò la riapertura del confine con la Cecoslovacchia per cercare di impedire le fughe verso la Repubblica Federale Tedesca. Vennero emanate le nuove regole di viaggio, un progetto che in apparenza mostrava un cambiamento importante, ma nella realtà dei fatti, mostrava un governo chiuso e per nulla liberale. Le richieste dei viaggiatori, oltre ad avere tempi di attesa lunghi con oltre 30 giorni di attesa, venivano spesso negate per ragioni di sicurezza nazionale, ordine pubblico o moralità pubblica. Il progetto contribuì ad animare il dissenso dei cittadini contro la DDR. La vicenda si concluse con una apertura: il 7 novembre si tenne una riunione del Politburo  con l’attuazione immediata dei regolamenti di viaggio che affrontavano l’emigrazione permanente. I burocrati interni furono incaricati di elaborare un nuovo testo in cui si prevedeva che i cittadini della Germania orientale potessero viaggiare all’estero senza dover soddisfare i requisiti precedentemente richiesti  e soprattutto che avrebbero consentito tutti i passaggi di frontiera, compreso quelli tra Berlino Est a Berlino Ovest. Il testo venne completato il 9 novembre 89 e sarebbe andato in vigore dal pomeriggio del giorno successivo. Ma quando Gunter Schabowski capo del SED, durante la conferenza stampa con il giornalista italiano Riccardo Ehrman, dichiarò che i regolamenti sarebbero stati apportati nell’immediato, scatenò un incontrollabile esodo di massa: migliaia di berlinesi si presentarono davanti al Muro per oltrepassare le frontiere.

La caduta del Muro di Berlino distrusse politicamente Krenz e il SED.

La carriera di Krenz prima di diventare leader della DDR

Il polacco Egon Krenz, ora 83 enne, si avvicinò alla politica fin da giovanissimo, quando nel 1953, al termine degli studi in scienze sociali al collegio del partito del PCUS di Mosca, entrò a far parte dell’organizzazione giovanile del partito FDJ (Freie Deutsche Jugend- Libera Gioventù Tedesca), sezione giovanile del Partito di Unità Socialista della Germania al tempo della Repubblica Democratica Tedesca. Nel 1955 entrò a far parte del SED ricoprendo successivamente incarichi di alto livello. Nel 1983 si unì al Politburo e il 18 ottobre del 1989 successe a Erich Honecker come capo di stato, con un mandato di solo 7 settimane.

Il 6 dicembre fu costretto a rinunciare alla sua carica di presidente del consiglio di Stato e il mese seguente venne espulso dal partito.

Il processo e la condanna

L’accusa più grave che pendeva su Egon Krenz era quella di omicidio colposo nei confronti di 4 berlinesi che tentarono di fuggire dalla Germania dell’Est attraversando il muro. La condanna avvenne  nel 1999, con una pena di  6 anni di reclusione  per crimini di guerra, frode elettorale e altri reati.

In corte d’appello contro la sentenza, Krenz sostenne che il quadro giuridico dello Stato tedesco, di recente riunito, non si poteva applicare agli eventi che erano accaduti nella DRR e che la messa in stato di accusa di ex funzionari della DDR era una violazione di un impegno personale assunto dal Cancelliere tedesco occidentale Kohl con il presidente sovietico Gorbaciov durante i colloqui che avevano portato alla riunificazione tedesca. Tuttavia il verdetto del 1999 lo incriminò dei reati sottoscritti e Krenz fu costretto a scontare la sua pena nella prigione berlinese di Hakenfelde, per esser poi successivamente trasferito nella prigione di Plotzensee, regolata da norme più severe. Nonostante l’imputato si fosse appellato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sul presunto uso improprio delle leggi penali della DDR , venne infatti respinto nel 2001.

Nel 2003, con ordinanza della Corte d’appello di Berlino venne rilasciato anticipatamente, dopo aver scontato parte della sua pena, circa 3 anni e mezzo, ritirandosi successivamente con la moglie a Dierhagen. Ad oggi, Krenz è uno dei pochi ex politici comunisti che continua a difendere l’ex DDR, affermando che sia le vittime che i colpevoli, erano stati “tenuti in ostaggio” dalla Guerra Fredda.

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Immagine di copertina: Bogensee, Egon Krenz auf FDJ-Beratung ©Bundesarchiv, Bild 183-N0110-023 / Koard, Peter / CC-BY-SA 3.0

 

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