Come è andata la manifestazione di Berlino dei ribelli alle restrizioni del Corona

La manifestazione è stata sciolta dalla polizia nel pomeriggio

La manifestazione di sabato ha visto la partecipazione di 38.000 persone. La protesta era stata vietata dal Senato di Berlino ma successivamente approvata dal tribunale amministrativo. La magistratura ha stabilito che la manifestazione poteva svolgersi senza mascherina ma rispettando la distanza di sicurezza di 1 metro e mezzo. Nel pomeriggio la polizia ha sciolto la manifestazione per il non rispetto delle norme. In molti sono rimasti sul posto gridando «Resistenza!» e cantato l’inno nazionale tedesco  La protesta si è svolta in modo generalmente pacifico tranne per alcuni episodi. Davanti l’ambasciata russa alcuni estremisti di destra hanno lanciato bottiglie contro la polizia. Ci sono stati 200 arresti. La polizia ha descritto l’atmosfera creatasi come «estremamente aggressiva». Verso sera alcuni manifestanti hanno superato le recinzioni e cercato di fare irruzione nel Parlamento. La polizia ha arrestato diverse persone e fermato gli estremisti con gli spray in dotazione. Il Presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier ha definito l’attacco «insopportabile». Ha aggiunto «Non lo accetteremo mai» riferendosi alle bandiere del Reich Prussiano ostentate dai nostalgici.

Le richieste dei manifestanti erano molto variegate

La manifestazione ha visto una partecipazione variegata. Gruppi di estrema destra, cospirazionisti come i Qanon, ambientalisti, no vax, ma anche indipendenti e famiglie. Il tema era ovviamente il Coronavirus ma le richieste delle più disparate. Molti chiedevano un allentamento delle misure di contenimento perché considerate eccessive. Altri sostengono che il virus sia uno strumento di controllo da parte di elitè mondiali. I gruppi estremisti hanno diretto la protesta contro l’attuale sistema politico, proponendone il totale rovesciamento. Le bandiere sventolate erano quelle del Secondo Reich, ma anche di Stati Uniti e Russia. Fra gli estremisti e i cospirazionisti hanno un discreto appeal leader come Donald Trump e Vladimir Putin.

Il governo ha gestito in maniera ottimale la prima ondata e l’economia da incoraggianti segni di ripresa

La Germania ha visto aumentare i casi medi di Coronavirus a partire da metà giugno. Tuttavia il numero dei morti non farebbe pensare ad una situazione emergenziale. Sono in vigore nel paese importanti norme di contenimento del contagio. Fra queste l’utilizzo della mascherina in alcuni ambienti delle scuole e sui mezzi pubblici. I dati degli ultimi giorni potrebbe essere un segnale di un’inversione di tendenza. La media a 7 giorni è infatti in continua diminuzione da circa 8 giorni. La Germania ha gestito in maniera ottimale la prima ondata della pandemia e il governo si è mostrato pronto ad immettere ingente liquidità nel sistema. L’economia inoltre ha dato in questi giorni segnali molto incoraggianti di ripresa. Anche in Italia i casi sono aumentati nell’ultimo mese, seppur con un basso numero di morti e considerevoli asintomatici. L’economia italiana non sta dando tuttavia segnali incoraggianti e inoltre le scuole non hanno ancora riaperto.

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Immagine di copertina: Screenshot da Youtube 

2 commenti
  1. Teodoro Margarita
    Teodoro Margarita dice:

    Siamo al 31 di agosto, data del vostro articolo, e voi scrivete che le scuole non hanno ancora riaperto? Quando mai riaprono in agosto? Riapriranno il 14 settembre. Faccio l’insegnante in Lombardia, almeno questo, lo debbo sapere, no? Quanto al contenuto dell’articolo, io vivo proprio nella zona rossa, se da un lato è stata grande l’angoscia per l’epidemia, dall’altra, BASTA, non se ne può più di fine di ogni vivere civile, la paura ci sta uccidendo più del virus. Personalmente sono a pezzi. Fare lezione e pensare che io possa contaminare o essere contaminato…ma ha senso? Non significa essere un insegnante ma qualcuno su una barca che potrebbe affondare. Insegnare significa questo? Rispondete. Cordiali saluti.

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    • Autore
      Autore dice:

      Buongiorno, la frase “le scuole non hanno ancora riaperto” non è riferita ad un ipotetico ritardo ma a possibili disagi dopo la riapertura. La frase è in relazione alle proteste e insoddisfazioni dovute al Coronavirus. Nel caso italiano voleva porre l’attenzione su possibili danni economico/didattici nel caso in cui le norme, dotazioni, procedure non siano definite in modo adeguato e si dovesse ricorrere nuovamente alla didattica a distanza. Inoltre in alcuni comuni le scuole riaprono ad agosto per i corsi di recupero, quindi anche nella prima interpretazione non è del tutto erronea.

      Rispondi

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