Berlino, giallo sulla morte di una giovane investita da un auto della polizia a 134 km/h

Caso Fabien Martini, la giovane ragazza che perse la vita investita da un auto della polizia. Dopo 2 anni di silenzio, arriva una svolta.

Il The Berlin Spectator riporta una svolta sul caso della giovane investita da un auto della polizia a 134 km/h nel 2018, Fabien Martini. La procura di Berlino ha affermato di aver iniziato un’indagine approfondita. Il poliziotto alla guida quel giorno, Peter G., dovrà essere processato dal tribunale dei periti laici che fa parte del tribunale distrettuale nel distretto di Tiergarten di Berlino. Ancora non è chiaro quando inizierà il processo. Due anni fa, il 29 gennaio 2018, Fabien Martini stava parcheggiando nel cuore di Berlino, vicino all’incrocio tra Grunerstrasse e Jüdenstraße, quando un auto della polizia le è andata addosso a tutta velocità. La ragazza morta sul colpo aveva solo 21 anni.

La vicenda.

Alla famiglia della ragazza la notizia è arrivata solo 4 ore dopo, tra le mura della loro casa nel quartiere Reinickendorf di Berlino. Dire che da quel momento la loro vita è cambiata per sempre è inutile. I dati statistici dicono che per le strade di Berlino perde la vita una persona ogni 8 giorni. Solo nel 2018 le vittime sono state 45. Fabien Martini è una di quelle, ma la sua storia si è rivelata diversa, facendo scalpore fino ad oggi. Un’auto della polizia si schianta contro una giovane ragazza che muore sulla scena dell’incidente e le autorità sembrano lavorare lentamente. Talmente a rilento che dopo due anni i genitori non hanno ancora ottenuto una risposta. Il poliziotto alla guida aveva un tasso alcolemico molto al di sopra del normale, quasi lo 0,11 percento, nonostante gli agenti dovrebbero essere completamente sobri durante il servizio. La cosa più sconvolgente è che sembra che i colleghi incaricati per l’indagine non si sono minimamente interessati a leggere la cartella clinica dell’uomo. All’ospedale Charité di Berlino, il suo direttore Ulrich Frei ha riferito al ‘Tagesspiegel’ che nessuno aveva richiesto il file per un anno. Frei era stato citato dalla polizia stessa, accusato di essersi rifiutato di fornire il resoconto clinico. “È vero il contrario”, ha affermato “per un anno abbiamo aspettato che qualcuno arrivasse con una decisione giudiziaria”. Questa storia non finirà finché non finirà di fronte a un giudice e giustizia sarà fatta. Sembra però evidente che l’incidente mortale sarebbe potuto essere evitato se l’ufficiale di polizia fosse stato sobrio e vigile.

Gli ultimi aggiornamenti.

L’ufficiale di polizia non è ancora stato sottoposto a processo ma è stato costretto a comparire di fronte a un tribunale di Berlino circa 4 mesi fa. Questo per esser stato trovato in possesso di armi illegali, trovati nel suo appartamento. Aveva due tirapugni, vietati in Germania, che aveva usato per scattarsi foto oscure di se stesso, pubblicate poi sui social media. Per questo l’ufficiale è stato costretto a pagare una multa di 1700 euro.

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Immagine di copertina: Pixabay

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