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È ufficiale, anche le ambasciate potranno rilasciare la carta d’identità digitale

Il ministero dell’interno ha approvato il decreto per il rilascio della carta d’identità elettronica anche per gli italiani residenti all’estero

L’attesa è finita. A breve anche gli italiani residenti in alcuni stati dell’Unione Europea potranno fare richiesta per avere il documento elettronico. Il documento tecnico-organizzativo scritto appositamente dal Viminale è stato approvato e firmato dal Ministero degli Affari Esteri della Cooperazione internazionale e dal Ministro degli interni. La CIE, ovvero la carta d’identità elettronica, potrà essere richiesta nei vari consolati e ambasciate. Per fare richiesta è necessario compilare e firmare il modulo di richiesta, portare con sé quattro fotografie recenti in formato 45x35mm, consegnare il vecchio documento d’identità e, se il richiedente ha figli minorenni, bisogna portare l’atto di assenso compilato e firmartio da entrambi i genitori.

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L’inizio del progetto

Il progetto iniziale del CEI era nato già nel 1997 con la legge Bassanini. Rappresentava una novità per l’epoca, oltre a essere un progetto all’avanguardia rispetto ad altre Nazioni. Alcuni comuni italiani furono davvero i primi a dare il via alla fase sperimentale del documento. L’obbiettivo era quello di individuare problemi tecnici o di software, così da poterne migliorare l’utilizzo. Con l’articolo 10, comma 3 del D.L. 78/2015, il CIE ha assunto valore sostitutivo alla carta d’identità cartacea. Tuttavia soltanto il 4 luglio del 2016 è iniziata la distribuzione della nuova carta d’identità elettronica, CIE, in sostituzione della precedente in forma cartacea. Nel 2017 all’incirca 350 comuni hanno abilitato la distribuzione della CIE e nel 2018 è stata allargata ai restanti comuni.

Dove poter fare richiesta?

Se per le sedi pilota (Vienna, Atene e Nizza,) il rilasciò avverrà dal 20 settembre – come recita il sito del MAECI – nelle altri sedi consolari dell’Unione Europea sarà possibile “dopo un breve periodo di rodaggio”. Grazie al decreto Ministeriale del 23 dicembre 2015, sono state stabilite le modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica. Per sapere come poter richiedere la CIE, potete consultare il sito ufficiale dell’ambasciata italiana a Berlino. 

AGGIORNAMENTO (23 agosto): differentemente da quanto scritto in precedenza, dal momento in cui entrerà in vigore il rilascio della nuova carta d’identità digitale non sarà possibile richiedere entrambe le tipologie di carta di identità. L’affermazione – erroneamente attribuita all’Ambasciata italiana di Berlino – è frutto di un errore della redazione e di cui ci scusiamo.

Leggi anche: L’Europa boccia la carta d’identità italiana: «Non è un documento sicuro»

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Immagine di copertina: © Berlino Magazine

2 commenti
  1. Silvio Migliaccio
    Silvio Migliaccio dice:

    Salve ragazzi, volevo solo farvi sapere che l’articolo non e’ corretto. Il consolato italiano a Berlino non è ancora in grado di servire questo servizio. Questa la loro risposta….”…Gentile Sig. Migliaccio,

    in riferimento a quanto richiesto, La informo che al momento non è ancora possibile per gli uffici consolari rilasciare la carta d’identità elettronica. Pertanto il documento emesso – per i soli cittadini residenti nella circoscrizione di Berlino ed iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) continua ad essere quello di tipo cartaceo……

    Rispondi
    • Andrea D'Addio - Direttore
      Andrea D'Addio - Direttore dice:

      Salve Silvio, la ringraziamo per la segnalazione e ci spiace che abbia ricevuto questa riposta dall’Ambasciata, probabilmente è un problema di mancanza di strumenti adatti, non più di approvazione di una norma che da tempo aspettava. Speriamo sia questione di poco tempo la risoluzione di questa mancanza.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  2. Paolo Zanotto
    Paolo Zanotto dice:

    Io avevo letto l’articolo originale sul sito del MAECI e infatti diceva che per ora è stata avviata una fase sperimentale in 3 consolati italiani in Europa, a Vienna, Nizza e Mosca se non ricordo male, quindi gli italiani residenti in Germania non rientrano ancora tra i beneficiari purtroppo

    Rispondi

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