Com’è finito l’esperimento della cittadina tedesca che ha tentato i mezzi gratis per tutti

In una cittadina del Brandeburgo il sogno dei mezzi pubblici gratuiti è stato realtà per 5 anni. Dal 2002 sono state però reintrodotte delle tariffe, per quanto minime. Ecco com’è andata.

È recente la notizia della proposta del governo tedesco di rendere i mezzi pubblici gratuiti (ne abbiamo parlato qui), ma nel Brandeburgo c’è una cittadina dove già vent’anni fa quest’idea è stata messa in pratica. Si tratta di Templin, cittadina situata a 80 km da Berlino dove è cresciuta Angela Merkel, nonché meta di turismo locale grazie alle sue incantevoli foreste, ai laghi glaciali e alle terme di recente costruzione. Qui nel 1997 sono stati azzerati i costi dei biglietti per usufruire delle poche linee di autobus che servono la città, al fine di diminuire inquinamento e rumore e far crescere il numero di turisti. Il risultato? Già quattro anni dopo il numero di utenti del servizio di trasporti pubblico di Templin si era moltiplicato per 15. Nel 2002 tuttavia sono state reintrodotte delle tariffe, seppur minime.

Meglio gratis o a tariffa ridotta?

Dal 2002 a Templin è stata sospesa la gratuità dei mezzi di trasporto pubblici, ma il servizio rimane molto economico: i turisti che acquistano un biglietto per le terme cittadine hanno accesso gratuito ai mezzi, e i residenti possono usufruire gratuitamente del trasporto pubblico con il loro abbonamento annuale alle terme, che costa solo 44€ all’anno. Alla città questo sistema può costare fino a 130.000 € all’anno, ma i vantaggi sono un buon 20% in meno di automobili, meno incidenti e qualità della vita più alta.

Un modello applicabile a livello nazionale?

L’esperienza di Templin fa riflettere sull’opportunità di applicare una misura del genere su scala nazionale. I dubbi infatti sono tanti: tra i timori più ricorrenti il sovraffollamento dei mezzi e la mancanza di fondi per finanziare i trasporti pubblici. La necessaria riorganizzazione della rete dei mezzi in città più grandi non sarebbe semplice e bisognerebbe evitare il rischio di ritardi e sovraffollamento. “Ciò non incoraggerebbe nessuno a non usare la macchina, anche se il biglietto dei mezzi pubblici non costa niente” commenta critico il presidente del sindacato delle Ferrovie e dei Trasporti (EVG) Alexander Kirchner, come riportato dal Berliner Zeitung. Né la cancelleria né il Ministero dell’Ambiente o il Ministero dei Trasporti hanno chiarito fino ad ora come intendono finanziare la misura.

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Foto di copertina: Doppeldeckerbus, dreiachsig der Berliner Verkehrsbetriebe (aktuelles Modell Typ MAN A 39 seit 2005) vor dem Schloß Bellevue, Berlin © Bukk CC BY-SA 3.0

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