Una mostra a Berlino rivela gli stereotipi principali su italiani, tedeschi e resto d’Europa

Francesca Zilio, storica delle relazioni internazionali

«È più facile definire un Paese o un gruppo di persone con una sola parola già nota, invece che dedicare tempo e fatica a capire la complessità delle situazioni», così definisce l’essenza dello stereotipo la storica Francesca Zilio, specializzata in storia della politica estera italiana e tedesca, relazioni italo-tedesche e immagine internazionale dei Paesi. «Attualmente mi occupo del coordinamento scientifico del progetto EUImage insieme alla prof.ssa Giulia Caccamo presso l’Università di Trieste e ho appena concluso una monografia sul pensiero europeo di Mariano Rumor. Ho fondato Nation Brand Italia, un progetto nato dalle mie ricerche accademiche, ma dedicato alla divulgazione e alla consulenza che lavora sulla reputazione internazionale dell’Italia. Leggendo la stampa tedesca o l’Economist sull’attuale crisi economica italiana si trovano commenti pressoché identici a quelli che i diplomatici tedeschi di sede a Roma riferivano durante la crisi degli anni Settanta. Si tratta di stereotipi sedimentati e alimentati nel tempo che non fanno altro che propagarsi. Quando gli stereotipi sono negativi, infatti, ci fanno apparire l’altro come pericoloso e suscitano in noi la necessità di difenderci dal nemico. Proprio per questo gli stereotipi sono stati utilizzati con grande efficacia dalla propaganda di guerra. Per sfatare questi pregiudizi ho collaborato alla creazione di una mostra che ha come scopo la riflessione sugli stereotipi europei.»

Gli stereotipi tra italiani e tedeschi più comuni

«La mostra illustra, attraverso immagini e vignette della Prima guerra mondiale, alcuni stereotipi fra Paesi europei che sono nati o sono stati rafforzati dalla guerra e che esistono ancora oggi. In alcuni casi sono rimasti quasi identici dopo un secolo, in altri lo stereotipo che prima era applicato ad un Paese è stato poi trasferito ad un altro, che era diventato un nuovo nemico. Per quanto riguarda gli stereotipi reciproci fra Italia e Germania, due dei più diffusi sono fortemente legati alla Prima guerra mondiale e rafforzati dalla seconda, ossia: l’inaffidabilità degli italiani a seguito del tradimento dell’alleanza in guerra e il militarismo e la durezza dei tedeschi. Tanti giudizi che si danno sugli altri Paesi europei derivano da un passato lontano, con questa mostra vogliamo promuovere una riflessione sulla pericolosità che gli stereotipi nazionali hanno nell’Europa di oggi. Anche se siamo in un periodo di pace, nel dibattito politico europeo stanno infatti emergendo sempre di più ostilità tra Paesi che sono alimentate da vecchi pregiudizi.»

Una mostra per riflettere sugli stereotipi europei

A partire da lunedì 8 aprile la Freie Universität ospiterà la mostra Images and Propaganda: National Stereotypes from WWI to today’s European Union, frutto di una cooperazione fra istituzioni italiane e tedesche. Si tratta infatti di una mostra itinerante creata nell’ambito del progetto New Nations – New national Stereotypes. Lessons from WW1 to overcome national stereotypes in the EU  dalla storica Francesca Zilio e co-finanziato dal programma Europa per i cittadini della Commissione europea. Il progetto intende stimolare una riflessione sugli stereotipi nazionali che sono nati a partire dalla I Guerra mondiale  e che ancora oggi, rafforzati nel tempo, ostacolano le relazioni fra Paesi europei. La mostra raccoglie cartoline e fotografie provenienti da diversi archivi storici e selezionate in scuole superiori e università di 5 città europee (Milano, Trieste, Roma, Tirana e Kaunas). Sono immagini che risalgono a più di cento anni fa, ma che parlano anche dell’Europa attuale.

La mostra

Dall’8 al 12 aprile 2019

Nel foyer del Friedrich-Meinecke-Institut, Koserstr. 20

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Immagine di copertina: © Screenshot da video YouTube

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