Non è una frase fatta, dall’Italia emigrano sempre più “cervelli”

fuga, ©Romain V, https://unsplash.com/photos/ndfQe4ZR_qg

L’Italia è un paese dove è netto il contrasto tra la qualità della vita e le aspettative delle prospettive lavorative

«Il bel paese / ch’Appennin parte e ‘l mar circonda e l’Alpe», Petrarca così scriveva nel Canzoniere. In realtà quanto l’Italia può considerarsi al giorno d’oggi un paese in cui la qualità della vita sia a tutti gli effetti soddisfacente? Purtroppo molto poco, e non è una novità. Secondo i dati Istat in Italia il tasso di disoccupazione è passato dal 10,5% a febbraio al 10,2% nel mese di aprile 2019. La situazione però sembra peggiorare nuovamente tanto che ad oggi risulta che i tassi di emigrazione sono in aumento. Il Bel Paese è dietro solo alla Grecia (con il 18,5% a febbraio) e alla Spagna (13,8%). Ancor peggio risulta che la maggior parte degli abbandoni degli ultimi anni vengano da parte di professionisti che scelgono di abbandonare l’Italia nel pieno della loro vita lavorativa. La prima destinazione è la Germania che ospita 587.000 italiani secondo i dati del 2018. In particolare la regione tedesca prediletta dagli italiani è la Baviera, dove vivono centomila connazionali (circa 25.000 di loro nella sola Monaco).

Da nord a sud, l’Italia presenta sistema sclerotico per giovani professionisti

La maggior parte dei giovani che decidono di lasciare l’Italia hanno una laurea ed emigrano spinti dal desiderio di realizzare carriere accademiche e occupare posizioni nei settori pubblici in linea con la propria formazione. Le università italiane sono infatti tra le istituzioni più sclerotiche del Paese così come anche il resto del settore pubblico. Nel 2017, un terzo dei cittadini italiani che si è trasferito all’estero aveva titoli universitari di rilievo, con un aumento del 41,8% dal 2013. Degli oltre 5 milioni di italiani che vivono attualmente all’estero, la maggior parte è andata via negli ultimi 10 anni per cercare una situazione lavorativa apprezzabile. Secondo le stime contenute nel Dossier Statistico Immigrazione 2017, tra gli italiani con più di 25 anni emigrati nel 2016 i diplomati sono 39.000 e i laureati 34.000. Se la Sicilia è stata la principale fonte di emigranti nel 2007, l’anno scorso la Lombardia e il Veneto hanno portato la lista delle province con il maggior numero di partenze, sebbene siano le regioni con i salari più alti in Italia.

Un’ottima qualità della vita, ma senza una sicurezza economica

Vivere all’estero dà molte soddisfazioni a livello professionale, ma spesso la nostalgia di casa e la voglia di tornare si fanno sentire. Pare che a spingere l’emigrazione sia esclusivamente la ricerca di un lavoro stabile, piuttosto che ragioni legate alla qualità della vita italiana, invidiabile per il clima mite, il cibo, i paesaggi naturali, per la cultura e la storia. Ci sono pochi altri luoghi in cui il contrasto è così netto tra l’invidiabile qualità della vita e l’aspettativa di prospettive professionali (e personali). Per molti emigranti italiani, la decisione di andare via dal proprio paese è legata solo ed esclusivamente alla crescente convinzione che non sia un luogo in cui persone istruite e ambiziose possano costruire una vita di successo. 

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Immagine di copertina: Fuga, ©Romain V, CC0 on Unsplash

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