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Marco Rizzo, l’ex Rifondazione rimpiange il Muro. E i social insorgono

Il segretario del Partito Comunista Italiano esordisce «quando c’era il Muro di Berlino tutti stavano bene»

A due giorni dall’anniversario della caduta del Muro che spezzò in due l’Europa, il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo sostiene pubblicamente su Twitter che «Quando c’era il muro di Berlino..c’era l’art.18; uno stipendio da un milione di lire (500 €) era un ottimo stipendio; la DDR aveva case, lavoro e welfare per tutti; Libia, Irak, Siria erano stati indipendenti; i popoli africani non erano obbligati ad una migrazione forzata…». Tutto ciò in risposta ad un post di Emma Bonino in ricordo della dittatura sovietica della DDR (la Repubblica Democratica Tedesca), ai tempi del Muro di Berlino. Ecco i post:

Trent’anni sono bastati?

I social network sono un’arma distruttiva se non usati bene e questo è un esempio più che efficace di ciò che si dovrebbe evitare. In una settimana così importante in cui si parla del “Giorno della libertà”, simbolo della fine della Guerra Fredda che aveva diviso in due blocchi il mondo, è impensabile che un personaggio pubblico come il segretario di uno dei partiti di spicco in Italia, non pesi le parole che dice e, soprattutto, che scrive. Marco Rizzo ha rimediato una figuraccia epocale. Non si arrende all’evidenza, alla storia scritta più volte sui manuali che raccontano il 9 novembre 1989 come il giorno della vittoria degli anticomunisti. La nostalgia di Rizzo per il Muro di Berlino ha ricevuto una mitragliata di critiche in risposta al suo twitt. Persino la stessa Bonino ha ribattuto in un nuovo post evidenziando quanto il progresso fatto in questi trent’anni sia ignorato da chi ancora rifiuta la sconfitta.

Una raffica di critiche per Marco Rizzo su Twitter

Viene difficile replicare ad una mancata onestà intellettuale di questo genere, ma qualche hater ha già provato a ribattere alla nostalgia straziante di Rizzo. Un  tentativo fallito di rinsavire il Segretario con parole che, probabilmente, sono destinate a entrare in un orecchio di Rizzo per uscire dall’altro. Ma l’importante è sempre provarci. Rizzo non è il solo a negare i mali del comunismo, ovviamente. 

Leggi anche: «Io, italiano ex berlinese, vi racconto la città ai tempi del Muro e di come passai quel 9 novembre 1989»

Immagine di copertina: Giorno della Libertà, © LoboStudioHamburg, CC0 on Pixabay

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