I bellissimi atelier lungo il fiume, nell’ex zona industriale di Berlino est

La riqualificazione di un tratto sud-est della Sprea, dove ex stabili abbandonati rivivono come atelier

Procedendo verso sud-est da Oberbraumbrücke, uno dei ponti più suggestivi di Berlino e zona di confine, dove il muro divideva l’Est dall’Ovest, si incontra lungo la riva del fiume Sprea un’area dall’aspetto rinnovato. Prati ed ex centrali elettriche, capannoni industriali ed ex fabbriche chimiche, abbandonati dopo la caduta del muro, rivivono sotto nuove forme. Artisti e architetti hanno così aggiunto nuovi spazi culturali alla città, scegliendo queste strutture nelle zone di Treptow Köpenick, Rummelsburg e Oberschöneweide (dove gli affitti sono meno alti rispetto agli storici Mitte, Prenzlauerberg e Pankow) come sedi dei propri atelier. Oltre a quelle economiche, ci sono anche altre motivazioni, di tipo concettuale. Il paesaggio della Sprea e l’atmosfera che questi stabili abbandonati trasmettono, hanno infatti particolare fascino e stimolano la creatività degli degli artisti, che accordano i loro studi con l’ambiente circostante dall’aspetto industriale e storicamente apocalittico.

Il i terreno tossico è la base concettuale del progetto artistico di Tomás Saraceno, tra arte, architettura e scienza

È il caso del progetto di Tomás Saraceno. L’artista ha affittato un’ex fabbrica chimica a Rummelsburg, dove ha ricavato spazi che rispondono alle sue esigenze creative che vanno dall’astrofisica all’aracnologia. Lo spazio è in prossimità di un terreno divenuto tossico a causa dei prodotti chimici utilizzati per la coltivazione. L’artista ha descritto lo stabile abbandonato «un universo di polveri e ragnatele» perfettamente adatto per lo stile delle sue opere. Si tratta di installazioni architettoniche interattive e sculture di ragnatele giganti, costellazioni geometriche di vetro e plastica iridescente. Inoltre nel 2015, Saraceno ha lanciato il progetto Aerocene Foundation, basato sullo sviluppo ambientale e parte del suo atelier ospita sculture ad energia solare. Un intero piano del laboratorio di ricerca al laboratorio di ricerca di Arachnid, dove ci sono sculture simili a ragnatele realizzate con i fili di diversi elementi chimici e istallazioni sonore.

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The Arachnophilia.net archive includes a large number of Hybrid Spider/Webs: a spider/web typology conceived and realised by Tomás Saraceno in collaboration with numerous spider species. Hybrid spider/webs extend Saraceno’s interest in the possibilities of fostering interspecies dialogues; of attuning to and with the nonhuman. While hybrid spider/webs can occur in nature, the event is quite rare. In the studio however each species is given time to individually inhabit the space, bringing together the invertebrate architectures of two or more geographically distant and unrelated spider species. This entangling culminates in complex and diaphanous species-specific web structures in unique forms that are designed and completed by the spiders themselves. Several Hybrid Spider/Webs are on view at Spider/Web Pavilion 7 in Venice May 11-Nov 24th 2019, as part of #MayYouLiveInInterestingTimes #BiennaleArte2019 curated by Ralph Rugoff. #TomasSaraceno #StudioTomasSaraceno #SpiderWebPavilion7 #Arachnomancy #Arachnophilia #Spider #Spiderweb #Arachnids #Pavilion #HybridSpiderWebs

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Jorinde Voigt e tanti altri

Poco più a nord l’artista Jorinde Voigt, tra le fabbriche abbandonate nell’area di Oberschöneweide, ha trasformato un ex magazzino in uno studio dove è possibile anche seguire conferenze organizzate dall’artista. Lo spazio è organizzato, infatti, in una serie dedalica di stanze, con spazi privati e pubblici che si alternano dove i colori degli ambienti sono quelli originali, volutamente mantenuti dall’artista, dove i riflessi della Sprea creano luci che trasmettono la quiete e la calma tanto ricercate dalle artiste. Nella struttura l’artista, spesso immersa nel sound della techno music, realizza collage concettuali che assomigliano a diagrammi scientifici e onde sonore. Anselm Reyle e Tanja Lincke, invece, stanno trasformando un capannone industriale nell’area di Treptow Köpernick, dove è stato realizzato il loro studio. Una struttura sospesa con ampia vista sulla Sprea è affiancata da montagne di frammenti di cemento e una gru abbandonata, lasciate volutamente lì. L’ambiente si sposa con il genere delle opere, vasi monumentali di ceramica realizzati con materiali di scarto e dipinti scultorei in lamina d’argento ruvida. Tra gli artisti vi è anche Alicia Kwade, che realizza opere monumentali con pietre e tronchi nel suo magazzino a Oberschöneweide.

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