10 capolavori d’arte che si possono vedere solo a Berlino

10 capolavori che è possibile ammirare solo nella capitale tedesca

Con più di 170 musei da visitare, Berlino è soprannominata la capitale europea della cultura. Il Pergamonmuseum, il Neus Mesuem, la Gemäldegalerie sono solo alcuni di questi, a cui si aggiunge la Neue Nationalgalerie. Nonostante sia stata commissionata più di cinquant’anni fa a Mies van der Rohe, la Neue Nationalgalerie rimane a oggi uno degli edifici più moderni di Berlino e simbolo dell’architettura moderna. Chiusa da qualche anno per restauro, conserva alcune delle più grandi opere d’arte. Tra tutti i musei che la città offre, abbiamo selezionato 10 capolavori d’arte che solo a Berlino si possono ammirare.

10. La Pietà, Käthe Kollwitz (1937-38/39)

All’interno della Neue Wache, è custodita la Pietà di Käthe Kollwitz, una della più grandi scultrici in Germania. Tra le ginocchia della madre è disteso il Cristo morente. Dalla statua non traspare più dolore, ma solo riflessione. La tradizionale rappresentazione della Pietà vede Cristo esposto all’osservatore, tuttavia, in quella di Käthe Kollwitz il Cristo è raggomitolato a terra tra le gambe della madre, come se fosse in cerca della sua protezione.

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Am heutigen Kollwitzplatz im Berliner Stadtteil Prenzlauer Berg ließen sich Käthe Schmidt, nunmehr Kollwitz, und ihr frisch angetrauter Ehemann, der Arzt Karl Kollwitz, nieder. 52 Jahre lang war sie Berlinerin, geboren 1867 im preußischen Königsberg, 1945 in Moritzburg bei Dresden gestorben. Das Umfeld ihrer Zeit hat Käthe Kollwitz in ihrer Kunst, in Radierungen, Grafiken, Plastiken, Holzschnitten, Lithografien, verarbeitet. Die Leiden zweier Weltkriege und der Schmerz einer Mutter eines gefallenen Sohnes prägen ihr Werk auf berührende Weise. Weniger bekannt und doch ebenso tiefgehend ist die lichtere und heitere Seite ihres Schaffens. Danke für den Eindruck, @nicokuhlmann! / At today's Kollwitzplatz in the Prenzlauer Berg district of Berlin, Käthe (née) Schmidt, and her newly wedded husband, the physician Karl Kollwitz, settled down. She was born in 1867 in Prussian Königsberg, spent 52 years as a Berliner, and died in Moritzburg near Dresden in 1945. Käthe Kollwitz processed the environment of her time in her art, in etchings, graphics, sculptures, woodcuts, lithographs. The suffering of two world wars and the pain of a mother losing her son to war shape her work in a touching way. Less well known and yet as profound is the lighter and cheerful side of her work. Thanks for the impression @nicokuhlmann! . . #käthekollwitz #kollwitz #kathekollwitz #womeninart #sculpturalart #sculpture #skulptur #berlin #berlinart #artberlin #germanartist #bildhauerkunst #ig_art #instaart #instaartist . #SharingHeritageLived #SharingHeritage #EYCH2018 #EuropeforCulture #Kulturerbe #CulturalHeritage #Patrimoine2018 #Heritage4Future #Unite4Heritage #EuropeanHistory #EuropeanCulture #ig_europe #igerseurope #traveleurope #heritagetravel

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9. Il Busto di Nefertiti

Conosciuta in tutto il mondo per la sua proverbiale bellezza, il busto di Nefertiti è conservato all’interno del Neue Museum. Datata intorno al 1340 a.C, la scultura è stata ritrovata il 6 dicembre del 1912 ad Amarna a opera della Società Orientale Tedesca coordinata da Ludwig Borchardt. Gli zigomi alti, il collo slanciato e l’intensità dello sguardo non fanno altro che esaltare la bellezza della regina. Tuttavia, per la mancanza di iscrizioni si ipotizza che si trattasse di un modello da laboratorio più che di una scultura da inserire nel palazzo reale.

8. Marcella, Ernst Ludwig Kirchner (1910)

Ernst Ludwig Kirchner fa parte del movimento espressionista tedesco. Era il 1910 quando il gruppo di artisti si riuniva a Dresda sotto il nome Die Brücke, cioè il ponte. Obiettivo del movimento era contestare l’utilizzo dei quadri come decoro dei salotti e ostentazione del proprio status sociale. In Marcella (1910), conservata oggi al Brücke Museum, Ernst Ludwig Kirchner usa colori forti e innaturali. Lo spazio rappresentato è appiattito, le superfici e le forme deformate.

7. L’Altare di Pergamo

Conservato al Pergamon Museum, l’Altare di Zeus è in restauro dal 2014. Commissionato dal re Eumene II, re di Pergamo, in onore di Zeus e Atene, celebra la vittoria della città di Pergamo sui Galli, avvenuta nel 166 a.C. Con il permesso del sultano Abdul Hamid II, l’Altare di Pergamo è stato portato a Berlino nel 1886.

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Capolavoro indiscusso dell'arte ellenistica è senza dubbio il maestoso altare di Zeus a Pergamo (Asia Minore). Si tratta di un monumento trionfale, fatto erigere da Eumene II Sotér, sovrano di Pergamo dal 197 a.C. al 160 a.C., anno della sua morte. Il monumento voleva celebrare la vittoria contro i Galati e fu collocato sull’acropoli di Pergamo e dedicato a Zeus Sotér (salvatore) e Atena Nikephòros (portatrice di vittoria). Nel 160 a.C., tuttavia, l’altare non era stato ancora completato, per cui la realizzazione passò nelle mani del successore al trono di Pergamo, Attalo II. Non sappiamo con esattezza il nome del maestro che si occupò della soprintendenza dell’opera, ma è certo che ci sia stato dal momento che l’altare si caratterizza di una decorazione pressoché unitaria che non potrebbe essersi realizzata se vi avessero lavorato diversi artisti non coordinati tra loro. Una delle ipotesi più accettate è quella di vedere in questo artista lo scultore ateniese Firomaco. #altaredipergamo #pergamo #altaredizeus #zeus #atena #attalo #firomaco #eumene #galati #gigantomachia #apollo #hera #ercole #ares #polluce #poseidone #pergamonmuseum #germany #berlino #berlin #architecture #archeologia #history #art #ancient #archeologia #magnificent #archediem

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6. Potsdamer Platz, Ernst Ludwig Kirchner (1914)

Ernst Ludwig Kirchner rappresenta il passaggio dalla pittura ottocentesca a quella moderna. Conservato alla Neue Nationalgalerie, Potsdamer Platz (1914) vede in primo piano due figure longilinee, due prostitute. Le due figure si sovrappongono, ma non si toccano, sembrano essere estranee l’una all’altra. Allungate in verticali come da una lente deformante, l’irrealtà dell’insieme è acuita dai colori acidi e dalla sproporzione dimensionale tra i palazzi.

5. Il Monaco in riva al mare, Caspar David Friedrich (1808-1810)

Il Monaco in riva al mare è uno dei dipinti più famosi di Friedrich e oggi è conservato nella Alte Nationalgalerie. Su una duna difronte al mare, è rappresentato di profilo una figura umana, generalmente identificata in un monaco. Con addosso un abito scuro, non si rivolge allo spettatore poiché con lo sguardo contempla la natura. Lo sfondo è poco delineato e la figura umana non può fare altro che perdersi in tale vastità.

4. Campo di Rialto, Canaletto (1758-1763)

Il Campo di Rialto fa parte di una delle quattro vedute di Venezia realizzate dal Canaletto per il mercante tedesco Sigmund Streit. Conservato oggi alla Gemäldegalerie, è considerato uno dei capolavori della maturità.

3. Madonna in una chiesa gotica, Jan van Eyck (1425-1430)

All’interno di una chiesa gotica è raffigurata la Madonna con in braccio il Bambino. Nel dipinto appaiono sproporzionati rispetto agli elementi architettonici della chiesa. Alcuni sostengono che, in origine, il dipinto facesse parte di un dittico. Oggi, Madonna in una chiesa gotica è conservato all’interno della Gemäldegalerie.

2. Amor Vincit Omnia, Caravaggio (1601-1602)

Conservato alla Gemäldegalerie, Amor Vincit Omnia rappresenta Cupido o Amore. Tuttavia, invece di essere rappresentato secondo la tradizione iconografica con ali bianche, le sue sono scure come quelle di un falco. Inoltre, il ragazzo non rispetta i canoni della bellezza perfetta solita degli dei, quanto quella più realistica degli uomini.

1. Donna con collana di perle, Jan Vermeer (1664)

In una stanza illuminata da una finestra, una giovane donna si specchia mentre si allaccia al collo una collana di perle. Il profilo elegante, il sorriso appena accennato fanno intuire che la donna sia soddisfatta della sua vita fatta di agi. Alcuni sostengono che l’intento di Vermeer fosse rappresentare la Vanitas, cioè la caducità delle cose, anche se l’ambiente circostante sembra escludere qualsiasi volontà di condanna.

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One easily takes for granted how daring and unusual it was, even for Vermeer, to leave so much negative space in this simple composition when he painted it in 1663. Vermeer’s 'Woman with a Pearl Necklace’, on loan from the Gemäldegalerie Berlin, which happens to be our favorite out of the 9 Vermeer paintings currently on view at the Ueno Royal Museum in Tokyo. The exhhibition 'Making the Difference: Vermeer and The Dutch Art’ is the largest Vermeer exhibition to date in Asia. We found it extremely moving to see how many young and old visitors alike were looking so intently at every single work of art. The response was overwhelming. Much less publicized is the other Vermeer across the park, the early 'Saint Praxedis', – we wondered how many visitors went to see it along the way – having dealt with it back when Nicholas was at Christie’s, a very early picture on loan to the Tokyo Western Museum of Art that had only just been discovered a few years ago. . . . #oldmasters #vermeer #上野の森美術館 #uenoroyalmuseum #gemaldegalerie #東京 #美術館巡り #フェルメール #フェルメール展 #altemeister #dutchgoldenage #goldenage #dutchart #minimalist #negativespace #國立西洋美術館

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Immagine di copertina: Galleria d’arte, Photo by Clem Onojeghuo on Unsplash

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